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Torino - 30 luglio 2003
 
 
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25.02.2003 - Egizio, il pubblico può attendere
Il cantiere infinito per la sicurezza: riaperture a singhiozzo e nessuna comunicazione ai visitatori. Dopo un anno ancora ritardi, contrattempi e disservizi aspettando la sospirata Fondazione

Slitta ancora una volta l´inaugurazione dell´«appendice» della mostra «Gli Artisti del Faraone» al Museo Egizio. Era prevista per il 14 febbraio, lo stesso giorno in cui apriva a Palazzo Bricherasio la grande esposizione dedicata agli artigiani del Nuovo Regno nella Valle dei Re e delle Regine. La sezione allestita nel Palazzo dell´Accademia delle Scienze doveva costituire il fiore all´occhiello, tutto torinese, di una mostra evento che arrivava da Parigi e Bruxelles. Solo per caso si è saputo alla vigilia che quella vernice era rimandata al 25 febbraio: e quasi per caso ieri si è saputo di un altro ritardo. «Da domani (oggi, per chi legge) si potranno in realtà vedere, nelle vetrine ottocentesche tanto care all´onorevole Sgarbi e da poco restaurate, diversi reperti riferiti all´area di Deir el Medina e quindi alla mostra, oltre alla tomba dell´architetto Ka, alla cappella del pittore Maia e alla ricostruzione fotografica della campagna di scavi dell´egittologo Ernesto Schiaparelli in quella valle - dice Anna Maria Donadoni, soprintendente al museo - Ma la vera inaugurazione è prevista fra quindici giorni». E un comunicato, un avviso per il pubblico? «Anche quello è previsto tra due settimane» prosegue la Donadoni. La soprintendente annuncia però che da oggi al museo tornano le mummie. Sarebbe una bella notizia, peccato che nessuno (salvo chi vi si è recato di persona, trovandosi davanti la porta sbarrata) sia stato avvertito che il primo piano del Palazzo dell´Accademia delle Scienze durante le ultime settimane era chiuso al pubblico. E le mummie, quindi, non si potevano vedere. Perché? Ancora una volta, a causa di quei lavori di messa in sicurezza che sembra non debbano finire mai. Il museo non ha ancora ricevuto a tutt´oggi il «Certificato prevenzione incendi» che viene rilasciato dai vigili del fuoco a garanzia dell´assoluta sicurezza di un edificio. Eppure è passato quasi un anno da quando, la scorsa primavera, erano state adottate proprio dal Comando provinciale dei pompieri severe misure che limitavano prima a 100, poi a 600 il numero delle persone che potevano sostare contemporaneamente nei tre piani del museo. Si era anche assicurato allora, da parte dei dirigenti, che dopo pochi mesi la situazione si sarebbe normalizzata. Ma oggi siamo alle prese con gli stessi problemi, più o meno. E il museo è ancora «contingentato». È dunque così che si pensa di costruire le magnifiche sorti e progressive del «turismo culturale cittadino», di cui il museo che conserva collezioni uniche al mondo di mummie e papiri è una delle eccellenze? Non resta che sperare nella Fondazione che gestirà, prima in Italia nel suo genere, il museo: vi aderiranno il Ministero per i beni culturali, Regione, Comune, Provincia e fondazioni bancarie. Lo scorso dicembre è stato presentato dal ministro Giuliano Urbani lo statuto, che però a tutt´oggi non è ancora stato approvato: «Contiamo di portarlo in consiglio comunale entro un mese, lo stesso dovrebbero fare Provincia e Regione: quest´ultima deve anche presentare il business plan, per il resto è tutto a posto» dice l´assessore Fiorenzo Alfieri. Pare che a Roma siano tutti soddisfatti, e che per l´Egizio abbiano in mente grandi cose. Speriamo.

Marina Paglieri

 
 
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