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27.02.2003 - Olimpiadi, è il giorno dell'esame Cio
Per il Comitato Organizzatore dei Giochi Olimpici Invernali di Torino 2006 è il giorno dell´esame. Oggi, infatti, il presidente del Comitato Olimpico Internazionale, Jacques Rogge, dopo aver visitato le località alpine sedi delle gare, incontrerà i responsabili delle diverse direzioni del Toroc per fare il punto sullo stato di avanzamento dei lavori. Una verifica importante soprattutto dopo gli allarmi sui ritardi nella realizzazione di alcune opere lanciati dal presidente del Toroc, Valentino Castellani, che hanno spinto l´assessore regionale alle Olimpiadi, Ettore Racchelli a chiedere l´intervento del Governo proprio alla vigilia dell´incontro tra Rogge e il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, e il ministro per gli Affari Esteri, Franco Frattini, delegato dall´esecutivo a seguire la partita olimpica.

E qualche criticità emerge anche dalla relazione mensile del Comitato di Alta Sorveglianza sui Giochi, guidato dal prefetto Mario Moscatelli. In cinque pagine sono riportate le preoccupazioni sulla necessità che i cantieri per l´impianto del bob vengano aperti entro giugno; si guarda con apprensione ai tempi di realizzazione dell´Oval, soprattutto in vista del test events previsto per il 15 gennaio 2005 e per cui occorre una pista di ghiaccio «stagionata» di almeno tre mesi. Non solo. Il Comitato segnala con particolare evidenza il fatto che le ultime quindici gare d´appalto, soprattutto per la realizzazione degli impianti di risalita, siano state disertate con il rischio «di aumento dei costi e del ricorso alla trattativa privata».

Ma è veramente così? I documenti che oggi il direttore dell´Agenzia Torino 2006, Domenico Arcidiacono, consegnerà ai vertici dello sport mondiale e ai rappresentanti degli enti locali evidenziano una realtà praticamente sotto controllo. Dove le criticità non riguardano gli impianti del bob e nemmeno l´Oval e il Palavela. Al momento, infatti, in ritardo sulla tempistica (circa sessanta giorni) sono i villaggi atleti dell´area Italgas, della Spina 2 e di Grugliasco. Due settimane indietro rispetto al cronoprogramma anche l´iter del Comunale. Che cosa è successo? Arcidiacono e gli uomini del suo staff hanno giocato la carta dell´introduzione di procedure usate dai privati nella gestione degli appalti che ha permesso una riprogrammazione della tempistica. Dunque, suddivisione dei lavori in vari lotti (solo per il Moi ne saranno fatti 9) e ricorso al sistema dell´appalto integrato. In questo modo, ad esempio, è stato possibile anticipare di alcuni mesi parte dei cantieri. Le procedure però hanno sollevato le perplessità del Comitato di Sorveglianza. Arcidiacono e i suoi, però, sono tranquilli perché «confortati dal parere di vari legali e dal fatto che tutti i lotti saranno assegnati attraverso gare europee».

Maurizio Tropeano

 
 
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