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Torino - 18 maggio 2003
 
 
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28.02.2003 - «Alta velocità a tutti i costi»
Un fantasma si aggira sulle Alpi: l'«audit» tecnico-finanziario ordinato dal governo francese sul progetto di linea ad alta velocità Lione-Torino. Il risultato di questa super-perizia sarà noto tra qualche giorno, ma già si dice che potrebbe essere molto sfavorevole al progetto: troppo caro. Per questo ieri mattina a Parigi è sceso in campo Raymond Barre con tutto il peso della sua autorevolezza di vecchio primo ministro e presidente del comitato che sostiene il progetto: «Quale che sia il risultato dell'audit - ha detto Barre - la decisione deve essere politica. Una perizia non impegna certo il governo perché sarebbe grave che una scelta di questa importanza venisse fatta dai tecnocrati».

Ma cosa vuol fare il governo francese? Questo è il vero punto. Poche settimane dopo la nascita del gabinetto Raffarin (nel maggio scorso) venne detto in modo chiaro che non c'erano soldi per tutti i progetti previsti e che Parigi avrebbe preferito investire sulla linea di Alta Velocità per Strasburgo piuttosto che sulla di Lione-Torino. Poi la cosa fu smentita. Da allora siamo in attesa dell'audit. Ha detto ancora Barre: «Questa linea è un impegno firmato da Chirac e Berlusconi nel novembre 2001 a Périguex: tocca a loro mantenere le promesse».

Secondo quell'impegno il progetto dovrebbe essere completato nel 2012. Ha aggiunto Barre: «Io spero almeno entro il 2015 perché oltre sarebbe troppo tardi». Molto - quasi tutto, a parte l'idea - è ancora da fare. Non c'è tempo da perdere. Per questo ieri qui a Parigi è intervenuto Barre e tutti i soggetti interessati della regione Rhône-Alpes; da parte italiana c'era il presidente della provincia di Milano Ombretta Colli, nessuno né da Torino, né dalla Regione Piemonte. E' stato presentato un modello di società e un'idea di come finanziare il progetto.

La Lione-Torino prevede un tunnel (in due «tubi») di 52 chilometri e il costo totale dovrebbe essere tra gli 11 e i 14 miliardi di euro. Si prevede di formare una società mista pubblico-privata. Il finanziamento sarebbe assicurato per il 30 per cento da San Paolo Imi, Dexia, Banque Depôts et Consignations e Banca europea investimenti. Un altro 15 per cento direttamente dall'Unione Europea. Resterebbe dunque da trovare un altro cinquanta per cento circa cui dovrebbero impegnarsi le comunità locali (e quindi il «pubblico» francese e italiano) e nel quale potrebbero anche entrare i privati.

Per il 2003 è previsto l'inizio di studi e sondaggi. Costo previsto 200 milioni di euro. L'Italia ha messo a disposizione la somma; la Francia non ancora. Vero che si aspetta il mitico «audit», ma la cosa non è rassicurante. «Il governo francese si deve impegnare a rispettare i tempi», ha detto Ombretta Colli. E Raymond Barre ha dato le cifre di un disastro annunciato: entro il 2015 (secondo le previsioni più contenute) il traffico merci attraverso le Alpi aumenterà dell'80 per cento. Oggi solo un quarto delle merci vengono trasportate per ferrovia. Se nulla cambia, la situazione sulle strade e nei trafori diventerà insopportabile.

Cesare Martinetti

 
 
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