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Torino - 18 maggio 2003
 
 
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28.02.2003 - Chieri: case al posto delle vecchie industrie
Vecchie industrie addio, Chieri, la città del tessile cambia pelle. Dove c´erano antiche fabbriche, la tintoria Parigi che ha chiuso i battenti vent´anni fa e la tessitura Rigo, rilocalizzata l´anno scorso nell´area industriale, arriveranno nuove case. E non si tratta solo di un maquillage: su 15 mila metri quadri fra via Battisti e via Gualderia sorgeranno palazzine eleganti con la vista sul centro, una piazza, 1100 metri quadri di parcheggi interrati a ridosso del centro storico e una nuova strada pedonale alberata verso San Domenico. Il sindaco, Agostino Gay, sta già pensando al nome, chissà, forse si chiamerà via San Tommaso d´Aquino, in onore del teologo medievale gloria dei Domenicani. Insomma, la BpR approvata in consiglio comunale nel 2000 adesso è arrivata al progetto definitivo; i cantieri dovrebbero aprire in autunno. Tutto l´isolato, edificato sul perimetro delle antiche mura tra la fine dell´Ottocento e gli inizi del Novecento, verrà abbattuto e ricostruito. Oggi si vedono solo le recinzioni sbrecciate e una ciminiera in mattoni pericolante che spunta tra i tetti delle fabbriche e ricorda la storia gloriosa del tessile chierese.

Altri tempi, quando la città era il cuore della produzione di tessuti nella provincia di Torino e il cotone cinese a buon prezzo non faceva ancora concorrenza alle aziende locali. Le industrie si rilocalizzano fuori dal centro. Nell´area industriale di Fontaneto muore la vecchia città della rivoluzione industriale, mentre il centro si riqualifica e recupera spazi abitativi. Ma l´operazione è stata - se così si può dire - guidata dalla regia del Comune che ha affidato all´architetto Bruno Bianco del Politecnico di Torino, la variante del piano regolatore proprio per permettere la trasformazione di questo isolato e altre aree dentro la città da produttive in residenziali. Il Comune ha anche fissato vincoli sul numero dei piani di nuovi edifici, non più di cinque, per evitare di ripetere i disastri urbanistici degli anni `60 e `70 come alcuni palazzoni che trionfano a fianco delle case medievali e liberty in più di un angolo del centro.

La prima parte della riqualificazione destina 3800 metri quadri all´uso pubblico, le imprese coinvolte nell´operazione pagheranno parte degli oneri di urbanizzazione realizzando i parcheggi pubblici sotterranei lungo via Gualderia. Le nuove case, in tutto 30 mila metri cubi di spazi abitativi, sono state progettate con un occhio di riguardo al loro inserimento nel contesto del centro storico. «Abbiamo preso spunto dagli edifici esistenti - spiega l´architetto Vittorio Ivona che ha steso il progetto insieme al geometra Alberto Veglia -. I tetti, ad esempio, saranno rigorosamente in coppi e anche per le facciate, che appoggiano su ampie arcate a doppia altezza, abbiamo cercato un disegno che fosse ispirato ad architetture tradizionali. L´idea è quella di realizzare un´edilizia di pregio con aree verdi interne».

Lungo il tracciato storico del «rio Merdero», oggi interrato, ma che lascia immaginare dal nome la sua antica funzione, verranno realizzate una piazza e una nuova via pedonale alberata con una pista ciclabile che raggiungerà la monumentale chiesa gotica di San Domenico. «L´idea di una variante complessiva è stata suggerita anche dalla sollecitazione dei privati con la richiesta di Pec - spiega l´assessore all´Urbanistica Piero Giovannone -. Ma volevamo evitare il puzzle delle mini variantine e dare la maggiore omogeneità possibile agli interventi urbanistici». Nel cassetto della BpR ci sono altre 14 aree che passeranno da produttive a residenziali, completando il restiling della città.

Antonella Perotti

 
 
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