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Torino - 30 luglio 2003
 
 
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28.02.2003 - Il Cio in allarme per i Giochi 2006
Questa volta anche il Comitato olimpico intemazionale non ha potuto nascondere le preoccupazioni sui ritardi nella realizzazione delle opere per le Olimpiadi di Tonno 2006 (si veda «II Sole-24 Ore» di ieri). E il presidente del Ciò, Jacques Rogge incontrando il vertice del Comitato organizzatore torinese ha spiegato di aver richiesto un intervento del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, affinchè si faccia chiarezza sulla struttura decisionale. Perché occorre accelerare subito i tempi e recuperare ritardi sempre più gravi ed evidenti.

E anche il sempre ottimista Jean Claude Killy, presidente del Comitato di coordinamento, questa volta ha dovuto ammettere di essere preoccupato. Per la pista del bob, ad esempio: «II primo colpo di piccone doveva esser dato due anni fa e invece sarà dato forse a giugno di quest'anno». E poi per il villaggio olimpico da realizzare sull'area degli ex mercati generali.

Nel frattempo aumentano le polemiche sull'ormai pressoché certa impossibihtà di reahzzare il metrò in tempo per i giochi. «La responsabilità - afferma Roberto Cota, presidente del' Consiglio regionale del Piemonte - è delle precedenti amministrazioni comunali torinesi che hanno perso anni in inutili chiacchiere, senza far partire i lavori». In effetti la Satti (ora confluita nel Gtt, il gruppo torinese dei trasporti pubblici) ha ottenuto solo nel dicembre del '98 l'incarico di gestire progettazione, realizzazione ed esercizio dell'opera. I ritardi, in fondo, sono poco più che fisiologici. Ma non erano fisiologici gli anni persi dalle giunte precedenti che sono rimaste ferme ad aspettare la modifica di una legge che scaricava sullo Stato il finanziameneto del 60% dell' opera (mentre prima la parte statale si limitava al 35%)» E mentre altre città lavoravano ugualmente per i trasporti pubblici, Torino sprecava il tempo che ora sarebbe stato indispensabile. È comunque probabile che, per i giochi, possano funzionare alcuni tratti del metrò. In pratica i circa 7 chilometri di corso Francia, da Collegno a Porta Susa, con 11 stazioni sulle 15 previste Alla stazione ferroviaria di Porta Nuova si arriverà probabilmente solo in estate, saltando la fermata della nuova stazione di Porta Susa, in ritardo di anni.

In uno scenario disastroso, per quanto riguarda i trasporti, non mancano però esempi positivi. L'Ativa sta infatti rispettando i tempi per la realizzazione dell'autostrada Torino-Pinerolo. Un piccolo contentino per i turisti che difficilmente potranno avere una grande immagine dell'organizzazione subalpina. Perche, per l'appuntamento olimpico, i cantieri del metrò saranno chiusi in superficie, ma le navette predisposte per atleti e giornalisti non contribuiranno ad agevolare gli spostamenti in città dei visitatori paganti. E le Olimpiadi dovevano appunto servire anche per rilanciare l'immagine turistica torinese.

Augusto Grandi

 
 
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