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Torino - 27 maggio 2003
 
 
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28.02.2003 - Nessun alibi nel dosser di tre giorni fa
Le criticità erano emerse un anno fa e a denunciarle furono l’assessore regionale Ettore Racchelli e il presidente della commissione sulle Olimpiadi Pierluigi Marengo. Arrivarono smentite. Il Toroc si infuriò. Nell’ultima Cabina di regia, quasi un anno dopo, sono state confermate, una per una, tutte le perplessità che il Cio ha rappresentato anche al Governo nell’incontro di martedì a Roma. Pista di Bob, Oval, Villaggio degli atleti nell’area Moi, tutto in ritardo. E che ritardo. Queste sono le strutture che preoccupano di più e sulle quali il Cio ha messo la lente d’ingrandimento. Il Comitato di Alta sorveglianza le analizza punto per punto e senza giri di parole.

Pista del Bob
Recentemente è stata raggiunta la localizzazione definitiva dell’impianto a Cesana, località Pariol. Secondo il Comitato «è assolutamente indispensabile evitare ulteriori ritardi nell’attuazione del cronoprogramma, i cui tempi già non prevedono recuperi e non consentono più altre dilatazioni». Occorre che l’apertura del cantiere, insomma, (inizialmente prevista per il mese di aprile), avvenga - trattandosi di lavori in alta quota - «non oltre il mese di giugno, nel presupposto che la congerenza dei servizi si concluda positivamente il 10 marzo».

L’impianto dell’Oval Lingotto
La situazione dell’Oval è altrettanto grave. La realizzazione di questo impianto sta assumendo aspetti di particolare criticità. Motivo? «Con lo scorrimento dei tempi sia in avvio per le complessità progettuali, sia per le particolarità della funzionalità operativa dell’impianto come ad esempio l’anzianità del ghiaccio della pista che deve essere di circa tre mesi. L’ultimazione della realizzazione è ormai prevista per la fine del 2004». La cabina ne ha preso atto. Sono lievitate le preoccupazioni. Ed è stato lì che l’assessore comunale Elda Tessore si è lasciata andare allo sfogo confessando di non crederci più. A Chiamparino è toccato mettere una pezza alla gaffe.

Villaggio Altleti
È critica anche la situazione al Moi, gli ex mercati generali dove sorgerà il villaggio Atleti. L’intervento che di per se presenta già notevole complessità - osserva il Comitato - ha visto negli ultimi tempi la prospettazione di più ipotesi di utilizzo posto olimpico. Per questa ragione dovrà essere esaminata parallelamente alla regolare prosecuzione del cronoprogramma già previsto per la realizzazione dei Villaggi, che non deve subire alcun ritardo».

Gare deserte
Sono emersi problemi anche per quanto riguarda la diserzione delle gare, alcune delle quali sono andate appunto deserte come conseguenza dell’onerosità sia finanziaria sia di assunzione di rischi per l’inserimento, nel capitolato, di prescrizioni della conferenza dei servizi. «Ma tale situazione - si è osservato durante l’ultima Cabina di regia - porterà ad una lievitazione dei costi e al possibile ricorso alla trattativa privata».

Sottopasso corso Spezia
C’è poi il problema del sottopasso di corso Spezia che dovrà essere limitato al primo lotto in quanto per il secondo le condizioni di realizzazione imposte dalle Ferrovie sono incompatibili con le previsioni progettuali e con la possibilità stessa di realizzare l’opera. «La parziale realizzazione della stessa svolgerà una positiva funzione, anche se altrettanto non può dirsi sul piano dell’immagine del complessivo quadro delle infrastrutture viarie» ammonisce il comitato.

Frammentazione dei lotti
«Avendo rilevato in alcuni casi una segmentazione di alcuni interventi - osserva il Comitato di alta sorveglianza - abbiamo manifestato all’Agenzia preoccupazione in merito alla conformità di tale modo di procedere rispetto alla normativa vigente, ritenendo che il pur apprezzabile intento di accelerazione delle procedure non debba prescindere dalla legittimità delle stesse». L’Agenzia ha fornito, in realtà una serie di pareri legali sulla possibilità di delega a terzi di funzioni appaltanti. Sembra, quest’ultimo il problema minore, anche se il Comitato ha suggerito all’Agenzia di approfondire meglio la questione onde evitare sorprese. L’ultimo punto riguarda il trasporto degli inerti e della mobilità sostenibile, ma anche questi sembrano problemi di minore entità rispetto a quelli evidenziati. L’Agenzia è stata invitata ad esercitare, infine, un continuo monitoraggio delle procedure messe in atto per tutti gli interventi sia per rilevare le difficoltà sia per accelerare le procedure, ricorrendo se del caso all’acquisizione di pareri tecnici esterni. I ritardi adesso si ripercuoteranno sull’Agenzia di Domenico Arcidiacono che ha funzione di stazione appaltante. Ma, va detto, non per colpa sua. I ritardi accumulati fino ad ora, infatti, hanno riguardato l’opera del Toroc, che ha dovuto individuare i siti e occuparsi della progettazione preliminare. I progetti sono partiti in ritardo. I cronoprogrammi sono stati modificati più volte nel corso degli anni. Uno, due, tre mesi di slittamento la prima volta, un anno fa. Poi si è passati a tre mesi sui ritardi di sei. E così via. Il presidente della commissione Olimpiadi, Pierluigi Marengo nell’estate scorsa aveva lanciato l’allarme. Non fu mai smentito in maniera ufficiale. Iniziarono le lotte tra Toroc e Agenzia. Poi l’idea di Racchelli e del presidente Ghigo: la Cabina di regia, struttura di confronto e di coordinamento degli enti locali, uno dei pochi strumenti, se non l’unico, ad avere superato l’esame del Cio che adesso si aspetta dagli organizzatori un drastico cambio di marcia. Interverrà in ogni caso il governo. Arriverà un manager? Un superispettore? Deciderà il ministro Frattini. Appuntamento a giovedì prossimo.

A.Co.

 
 
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