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Torino - 18 maggio 2003
 
 
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04.03.2003 - Arrivano le ruspe per i palazzi di via Artom
Una delle torri di via Artom - oggi moderna metafora del degrado urbano, ieri simbolo di una città che doveva crescere all´istante sull´onda di una massiccia immigrazione - verrà abbattuta entro l´autunno. Al suo posto nascerà una bella ed attrezzata piazza direttamente collegata con il Parco Colonnetti. A dare una brusca accelerata a quel progetto annunciato già parecchi anni or sono, ma in calendario soltanto entro la fine del 2004, è stato il neo-assessore alle Periferie Roberto Tricarico che ha ricevuto la delega dal vicesindaco Calgaro soltanto quindici giorni fa: «La gente di quel quartiere aveva bisogno di un segnale forte - ha dichiarato ieri - sono troppi anni che sente parlare soltanto di progetti teorici. Ecco perché abbiamo deciso di radere al suolo quanto prima lo stabile di via Artom angolo via Fratelli Garrone 73».

Martedì scorso, Tricarico ha informato la giunta del progetto e, dopo averne ottenuto il consenso, ha convocato i tecnici, mentre fra qualche giorno incontrerà il presidente del quartiere Maurizio Trombotto e le parti sociali: «Non si tratta di un´operazione da poco - spiega ancora l´assessore - anche dal punto di vista meramente statico dovevamo appurare se si poteva abbattere soltanto una torre alla volta senza dar luogo a problemi». Ottenuto il nullaosta dei tecnici - e appreso che l´abbattimento non procurerà alcun danno agli edifici circostanti - ora Tricarico deve gestire il non meno difficile problema del trasferimento delle famiglie tuttora residenti in quella palazzina che ormai ha i giorni contati: «Abbiamo scelto di dare la precedenza a questa torre anziché a quella di via Artom 99, perché è quella meno abitata. Se nella seconda infatti, gli alloggi occupati sono 80, nella prima sono soltanto 27 di cui 13 occupati da famiglie che hanno già accettato altre sistemazioni in appartamenti acquistati dal Comune». E ha poi aggiunto: «Nei confronti delle famiglie ancora da sistemare continuerà l´azione di accompagnamento sociale, tuttavia, siccome lo stabile è vuoto in diverse parti, ci sono problemi di sicurezza che potrebbero spingerci, verso quegli inquilini che si mostrano indecisi, ad assumere provvedimenti che ne accelerino lo sgombero». E così entro l´autunno, uno dei simboli della grande immigrazione, e dell´urbanizzazione a tempi record (quelle stesse case protagoniste del film via Millelire» che Gianni Serra realizzò nel 1981) sparirà dal paesaggio di Mirafiori Sud. Per la seconda torre, invece, i tempi si annunciano più lunghi, anche se l´assessore si augura che il successo del primo abbattimento condizionerà il risultato sul secondo stabile.

Nel programma di riqualificazione da 32 milioni di euro (di cui 13 destinati all´acquisto degli alloggi da destinare agli inquilini movimentati, e 19 milioni per riqualificazioni urbanistiche e ambientali) deciso fra il ´95 e il ´96 sono compresi i seguenti interventi: la manutenzione straordinaria delle case Atc, la riqualificazione dei cortili, la viabilità di via Artom, la rimessa a nuovo di Parco Colonnetti e piazza Monastir, le sponde del Sangone e il nuovo ingresso di Experimenta. Totale alloggi da abbattere: duecento. «Si tratta - conclude Tricarico - di un annuncio impegnativo che richiede il concorso di tutti, ma è un intervento che non può essere ulteriormente rinviato». Adesso che c´è il via libera alle ruspe, entro pochi mesi («meglio se in un periodo di pioggia - specificano in assessorato - così si contengono gli effetti provocati dalla polvere») via Fratelli Garrone 73 sparirà dallo stradario.

Emanuela Minucci

 
 
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