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04.03.2003 - A Torino un canale Rai per il "sociale"
Torino avrà un canale Rai dedicato alle attività sociali, al volontariato, alle iniziative a favore di giovani e anziani, ma non solo. L´ha annunciato ieri il ministro delle Comunicazioni, Maurizio Gasparri, arrivato sotto la Mole poco prima delle 10 per partecipare al convegno sul tema: «Umts, televisione digitale terrestre e Wi-Fi: nuove reti al servizio del cittadino», organizzato dal suo ministero, dalla Regione e dalla fondazione Ugo Bordoni. La struttura, in termini tecnici, si chiamerà «segretariato sociale» ed avrà una direzione ed una redazione propria, in via Verdi. Ma non basta. Stando agli impegni assunti dal ministro, il Piemonte diverrà polo di sperimentazione per la televisione digitale terrestre. Il che dovrebbe consentire il tanto auspicato potenziamento del Centro ricerche di corso Giambone.

A margine Gasparri ha anche parlato della direzione di Rai due a Milano, questione che, inserita «nel giusto contesto, nel progetto in cui era stata pensata, non avrebbe creato scalpore». Nel corso del convegno si è invedce discusso di nuove tecnologie, di una banda larga che aprirà centinaia di nuovi spazi su cui diffondere programmi, tanto che Gasparri ha rilevato «l´inutilità di scegliere, oggi, con sette reti a disposizione, quali eliminare o privilegiare, visto che domani se ne potranno avere almeno cento».

Tv sociale e sperimentazione che, a giudizio del presidente della Regione, Enzo Ghigo, e del suo vice William Casoni, saranno per Torino e per il Piemonte «una straordinaria occasione offerta dal governo centrale». (Con Gasparri c´era il sottosegretario Gian Carlo Innocenzi e, presente in prima fila, il vice ministro alle Infrastrutture Ugo Martinat).

Nell´intervento introduttivo, Ghigo ha definito la nostra regione «terra con grandi competenze tecnologiche ed un´antica tradizione sociale e pluralista». Motivo per cui la candidatura del Piemonte a sperimentare, grazie anche alla presenza del Centro di ricerche della Rai, offrirà vantaggi notevoli al cittadino, non appena si sarà abituato ad utilizzare l´ampia gamma dei servizi offerti, sia dal mezzo televisivo sia dal mercato della telefonia mobile.

Una proposta operativa è arrivata da Casoni: «Dotiamo di questi strumenti un quartiere di Torino, una città di provincia, una zona collinare e una di montagna, spieghiamo agli abitanti come funzionano e facciamoglieli usare. Si potrà così toccare con mano che i benefici saranno numerosi: semplicità di utilizzo, cellulari e palmari; possibilità di accedere da casa a molti servizi; ricorso ai messaggi telefonici scritti e video per la diffusione di informazioni urgenti».

Il progetto subalpino prevede nuove forme di accesso all´informazione, tramite sistemi Gsm, Umts e Wi-Fi. In tal senso potrà dare avvio ad un rapporto sempre più diretto con i servizi della pubblica amministrazione, tramite Internet (molto più agevole con banda larga). Al convegno è stato anche presentato il primo «Teleospedale» creato grazie alla collaborazione fra Regione, Vodafone-Omnitel, Cto e 118 della Provincia: esso consentirà di allertare le équipe mediche d´emergenza via cellulare, trasferendo, tramite messaggi Sms, le cartelle e i dati clinici dei pazienti.

Il ministro Gasparri è stato chiaro: «La sperimentazione digitale terrestre partirà da Torino e dal Piemonte, ossia da un territorio «fertile», che ha le basi per ricoprire un ruolo di avanguardia in un settore che dovrà essere valorizzato dalla Rai con tutte le sue potenzialità».

Al convegno, oltre al ministro e al sottosegretario Innocenzi, sono intervenuti Nicholas Negroponte, direttore del MediaLab di Boston, Rodolfo Zich, presidente dell´Istituto Superiore «Mario Boella» e della Fondazione «Torino Wireless», e Massimiliano Motta, della commissione ministeriale di Telemedicina. Presenti numerosi deputati, fra cui, Agostino Ghiglia di An e l´azzurro Osvaldo Napoli.

Giuseppe Sangiorgio

 
 
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