contatti english version Associazione Chiamparino.wav
 
Torino Internazionale  


 
 
Torino - 18 maggio 2003
 
 
Sistema Internazionale
Governo metropolitano
Formazione e ricerca
Imprenditorialità e occupazione
Cultura,Turismo,Commercio e Sport
Qualità urbana
Tamtam
Eco dalle città
Calendario
Associazione
 
 
 
home | Governo Metropolitano | Rassegna stampa
 
 
 
 
04.03.2003 - San Mauro a riparo dalle alluvioni
Il collaudo reale, sotto sforzo, lo farà il «grande fiume», alla prossima piena, ma i collaudi sulla struttura in corso d´opera e quello finale, formale, di conformità al progetto, hanno dato risultati positivi. Ma soprattutto è positivo il fatto che siano stati terminati nei tempi previsti, anzi con un mese di anticipo, i 1650 metri del grande argine posto a difesa del quartiere Oltre Po, a San Mauro. Cioè delle 7-8 mila persone che vi abitano, pur essendo l´area conosciuta come «meandro esondabile» fin dal tempo dei Savoia, secondo una cartina del 1820, e che nell´ottobre 2000 finirono sott´acqua, come e peggio di quanto era accaduto già nel 1996. La Provincia di Torino, individuata come «soggetto attuatore» dal Magistrato per il Po nel luglio 2001, ha completato le opere. I lavori, diretti dall´ing. Livio Martina, sono stati coordinati all´arch. Paolo Foietta. Restano solo le piccole finiture del secondo lotto. Ma quel che importa è che l´abitato di San Mauro ora è più sicuro.

Il Po ieri scorreva lento, oltre un metro al di sotto di quello che è il suo livello normale, quando sull´argine sinistro, quello consolidato e alzato di 3-4 metri, sono arrivati i dirigenti del Magispo, della Regione, della Provincia e del Comune di San Mauro, i membri del Comitato alluvionati. Sotto i loro piedi oltre dieci miliardi di lavori di sistemazione idraulica, un rilevato in terra battuta con una pista ciclabile in testa, protetto da un rivestimento in cemento armato, a sua volta mimetizzato da uno strato di terreno vegetale inerbito.

Più che un argine, l´opera appare come un grande parco a lato dell´Isolone, a protezione della via Trento: si è trovato il modo di conservare anche il filare di alberi lungo il vialetto, superstite dell´alluvione. Le due arcate di sinistra del ponte vecchio di San Mauro sono state liberate per lo scorrimento delle acque, la traversa Enel è in corso di modifica per ridurre la pressione in caso di piene. Insomma il «nodo idraulico» di San Mauro va verso un miglioramento.

«Noi siamo soddisfatti: se non ci sarà un diluvio universale, se non si supereranno i 4600 metri cubi al secondo, il massimo che potrebbe arrivare dalla diga del Pascolo, San Mauro non andrà di nuovo a bagno», dice Mario Cominetti, presidente del Comitato alluvionati 2000. Ringrazia la Provincia, la Regione, il Comune ed anche il commissario prefettizio, il dottor Forlani, che, dice, «dopo i giorni della grande piena si adoperò per far tornare tutto alla normalità». Soddisfatto di come procede la razionalizzazione del Nodo idraulico di San Mauro il vice sindaco Giuseppe Riccardino e l´assessore Roberto Olivero.

Più tranquilli anche coloro che l´alluvione la subirono nel 2000 e che ora hanno visto crescere l´argine. Come il dott. Carlo Valperga, titolare della farmacia Oltre Po di Piazza Mochino, che ebbe il magazzino allagato, 190 milioni di danni, e che già nel 1996 era fino a bagno. Ora ha blindato tutti i locali contro le infiltrazioni d´acqua: «Se l´argine l´avessero già fatto nel 1996, nel 2000 non sarebbe accaduto nulla», dice. Altro negozio allagato (50 milioni di danni) l´erboristeria La Recolte e alluvionata, a casa, nel quartiere Oltre Po, anche la titolare, Ute Reggio: «Abbiamo tenuto fino alle 10 della domenica - ricorda - poi ce ne siamo dovuti andare: c´era acqua da tutte le parti. Dopo qui sembrava una città fantasma, coperta di fango. Abbiamo passato 3-4 mesi di vera emergenza. Ma ancora adesso, durante i temporali, le fognature entrano in crisi».

Gianni Bisio

 
 
 ©2002. Tutti i diritti sono riservati.