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Torino - 18 maggio 2003
 
 
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04.03.2003 - A Torino la tv dell'impegno
La parola definitiva spetta ai vertici dell´azienda, che obiettivamente non vive uno dei suoi momenti più limpidi. Ma il presidente della Regione, Enzo Ghigo, e il suo vice William Casoni (che ha la delega sulle telecomunicazioni) ottengono dal ministro Maurizio Gasparri, ieri a Torino per un convegno sulle nuove frontiere delle telecomunicazioni, un primo significativo parere positivo: sarà Torino la sede del Segretariato sociale della Rai. «Un fatto logico - ha sottolineato Gasparri - In passato era stato preso un impegno in questo senso. Il nuovo contratto di servizio fra lo Stato e l´azienda prevede la ricostituzione di questo organismo». Il ministro pensa anche che il centro ricerche Rai di corso Giambone sia la struttura migliore per sperimentare la televisione digitale terrestre.

Potranno, queste due opportunità, dare slancio al centro di produzione Rai di via Verdi e più complessivamente alla presenza dell´ente di viale Mazzini sotto la Mole? Annunciando l´iniziativa, al centro convegni di corso Stati Uniti, Ghigo è parso entusiasta: «Avere a Torino la sede del Segretariato sociale - ha spiegato - è una straordinaria occasione per creare un canale che sia in grado di sperimentare le nuove tecnologie a disposizione delle persone con bisogni speciali, come disabili anziani e minori. Un canale che sappia proporre nuovi linguaggi che superino la televisione del dolore e della manipolazione dei sentimenti». Anche il sindaco Sergio Chiamparino la considera una buona idea: «Ma non può essere la sede del Segretariato la soluzione di tutti i problemi della Rai a Torino. Serve ben altro».

Ghigo, in realtà, considera l´acquisizione della sede del Segretariato sociale come un primo passo: intanto si porta a casa questo risultato, in attesa di altre iniziative che potrebbero portare a Torino altre produzioni. Per questo, nella colazione di lavoro dopo il convegno, ha chiesto al ministro un impegno per la valorizzazione della presenza Rai torinese. Per Gasparri «il trasferimento di Raidue a Milano è sembrata una fuga in avanti rispetto ad un piano industriale più ampio che desse risposte per le sedi principali e cioè Roma, Milano e Torino. Non ho nulla in contrario alla valorizzazione delle sedi regionali nell´ambito di un disegno organico che coinvolga tutto il territorio».

C´è poi la sperimentazione di quella grande novità che sarà la televisione digitale terrestre, che teoricamente deve partire entro il 2006: i cittadini avranno a disposizione un centinaio di canali (non satellitari) con cui potranno dialogare per avere informazioni dalla pubblica amministrazione (Inps, Poste, ad esempio) ma anche sul traffico, sull´inquinamento, magari riversando le informazioni anche sui telefoni cellulari dell´ultima generazione (il sistema Umts). Spiega Casoni: «L´idea della Regione è di dotare di questi strumenti un quartiere di Torino, una città di provincia, una zona collinare e una di montagna, per spiegare agli abitanti come funzionano. Si potrà così toccare con mano che i benefici saranno numerosi».

Gino Li Veli

 
 
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