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Torino - 18 maggio 2003
 
 
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04.03.2003 - "Identità forte e niente noia, così si può vincere la sfida"
È una grande opportunità, che prova a realizzare concretamente il decentramento. La sfida è suggestiva». Carlo Romeo è il dirigente responsabile del Segretariato sociale della Rai, la cui sede sta per arrivare a Torino, dopo il via libera di ieri del ministro Gasparri alle sollecitazioni del presidente regionale Enzo Ghigo. «La scelta definitiva spetta agli amministratori dell´azienda - spiega Romeo - ma l´indicazione data ieri dal ministro è importante. Ora bisogna capire come si concretizzerà il progetto, dopo l´interesse mostrato da Repubblica, il Corecom, la Regione». Da analizzare, soprattutto quali saranno le conseguenze per la sede Rai di via Verdi. Indicato come una struttura delle relazioni esterne, il Segretariato può ora trasformarsi in una direzione autonoma, dotata di un canale di produzione «trasversale», al servizio di tutte le reti: un vero punto di riferimento di tutti programmi e le iniziative dedicate al «sociale», come indica il contratto di servizio tra lo Stato e la Rai, definito nei mesi scorsi dal ministro Gasparri e che tra qualche giorno sarà pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale.

«È significativo che sia stata scelta Torino per questa novità - dice Romeo - È una città che vanta una grande tradizione nel campo delle attività del volontariato. Torino inoltre è già sede permanente del confronto tra Rai, Consiglio nazionale degli utenti e le associazioni del Terzo settore». Il Segretariato finora si è occupato di aspetti tipici di una televisione di servizio pubblico, che la concorrenza al «ribasso» con Mediaset, ha in questi anni oscurato: un impegno di rilievo è stato la preparazione di alcuni codici, come il piano di contrasto e di prevenzione della pedofilia. Il Segretariato ha collaborato agli spot per l´anno europeo dell´handicap.

Trasformato in una struttura autonoma, il Segretariato tenta ora il salto di qualità, che vuole dire anche maggiore impegno per il centro di via Verdi: «È un´operazione - spiega Carlo Romeo - che può dare una forte identità alla sede Rai torinese, al di là delle singole produzioni di spettacoli che possono arrivare ma anche essere cancellate all´ultimo momento. L´importante è capire quante risorse verranno assegnare. Per la realizzazione di un canale dedicato al sociale, che non vuol dire fare programmi noiosi, servono almeno 15 milioni di euro. Il 2003 potrebbe essere l´anno dell´impostazione dello studio di fattibilità. L´anno successivo potremmo sperimentare il progetto e nel 2005, quando scadrà il contratto di servizio, verificheremo quali sono i risultati prodotti». In questi tre anni la sede Rai di via Verdi può diventare il punto di riferimento per sperimentazioni, nuove scelte artistiche, tutte legate all´interesse che l´azienda deve rivolgere al sociale.

Gino Li Veli

 
 
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