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Torino - 22 maggio 2003
 
 
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04.03.2003 - Sette trimestri in rosso: "E' la crisi più lunga"
Settimo trimestre consecutivo negativo per la produzione industriale, con una flessione dell´1,8 per cento rispetto allo stesso periodo del 2001. Un trend nero per la regione che chiude con una media annuale in calo del 4,4, circa due punti percentuali in meno rispetto al valore nazionale (-2,1). Secondo i dati di «Piemonte Congiuntura», indagine di Unioncamere su 809 imprese, non si è mai assistito ad un ciclo economico così sfavorevole, anche se il punto più basso è già stato toccato e, poco alla volta, la produzione sta risalendo, tanto che, se non ci saranno nuovi scossoni a livello internazionale, già nel primo trimestre del 2003 si dovrebbe registrare un risultato positivo o prossimo allo zero. «Una previsione - spiega Roberto Strocco, responsabile del centro studi Unioncamere - che nasce da un´analisi fatta sull´andamento dei cicli a partire dal '95. Quella che stiamo vivendo è una crisi pesante: eravamo abituati a quattro, al massimo cinque trimestri negativi, ora siamo arrivati a sette».

I due grandi malati sono il settore meccanico, non solo auto, ma anche gomma ed elettronica, ed il tessile, che nel 2002 hanno fatto registrare, rispettivamente, una flessione pari all´8,9 e al 7,9 per cento. Il comparto chimico, al contrario, tiene con un -0,3% e l´alimentare registra uno scontato +1,4%. Negli ultimi tre mesi dell´anno, a livello territoriale, segnali positivi nella produzione si sono registrati nell´Astigiano, +3,4%, nel Verbano, +1,3%, e nell´Alessandrino, +0,8%. Negative tutte le altre province, con una flessione vistosa a Biella, -6,5%, a causa del tessile, e perdite un po´ più contenute a Vercelli, -2,8%, a Torino, -2,4%, a Novara, -1,1, e a Cuneo, -0,3%.

In generale continua a crescere il numero delle imprese (+1,2%), anche se il trend rimane positivo grazie al solo settore costruzioni (+2,4%): in tutti gli altri, compresi i servizi, si registrano perdite.

D.Lon.

 
 
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