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Torino - 28 luglio 2003
 
 
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04.03.2003 - "Qualità e innovazione, ecco le carte del rilancio"
«Sette trimestri consecutivi con il segno meno sono duri da sopportare, ma l´economia piemontese è riuscita a reggere i colpi. Ci sono ancora problemi, però si intravedere la luce alla fine del tunnel e già nel 2003 la produzione industriale dovrebbe tornare positiva, crisi internazionale permettendo....». Per Massimo Deandreis, direttore di Unioncamere Piemonte, il peggio è passato e gli imprenditori dimostrano più ottimismo, anche se l´incognita guerra pesa ancora molto.

Il conflitto in Iraq che ripercussioni potrebbe avere sull´economia della nostra regione?
«Il Piemonte è una realtà fortemente industriale. Una guerra è di per sé penalizzante, ma per sistemi come il nostro lo è ancora di più: pensiamo al costo delle materie prime e al prezzo, già in ascesa, del petrolio che influisce sull´energia, sui trasporti e sull´inflazione. Una situazione che rallenterebbe una ripresa che sembra ormai vicina, oltre ad influenzare gli scambi a livello internazionale, danneggiando le nostre quote di export».

Quote che hanno già risentito della parità tra euro e dollaro. Cosa dobbiamo aspettarci in futuro?
«C´è un 34 per cento di imprenditori che crede nella crescita degli ordinativi dall´estero, con un saldo tra ottimisti e pessimisti che arriva al 15 per cento. Credo che la minore competitività sul prezzo non debba scoraggiare, deve invece far riflettere per individuare quali possono essere i punti di forza dei nostri prodotti sui mercati esteri».

Quali sono?
«Qualità, innovazione e design in tutti i settori. Il Piemonte nella sua tradizione industriale ha sempre curato bene questi tre aspetti. E´ una delle zone tecnologicamente avanzate a livello europeo e dove gli investimenti in ricerca e sviluppo, soprattutto quelli privati, sono più alti rispetto al resto del Paese. Se vogliamo un export forte non dobbiamo fare solo paragoni di prezzo, ma di competitività sul prodotto».

Quali settori potrebbero trainare la ripresa?
«E´ ancora azzardato fare una previsione causa proprio la forte incertezza sulla soluzione di questa crisi internazionale. Di sicuro non il tessile che mostra ancora molte difficoltà, anche se è uno dei comparti che puntando proprio sull´innovazione e le nuove tecnologie può rilanciarsi».

Diego Longhin

 
 
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