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Torino - 17 maggio 2003
 
 
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04.03.2003 - Un computer svela i segreti del cancro e delle sue cellule
Lo hanno fatto a Torino un matematico del Politecnico, Luigi Preziosi, e l´équipe del Centro di ricerca sui tumori di Candiolo diretta da Federico Bussolino. Si sono messi a lavorare insieme, in laboratorio e al computer, matematici, fisici e ingegneri, biologi e oncologi. Hanno costruito una serie di modelli matematici e informatici che descrivono in modo accurato la dinamica con cui le cellule tumorali si organizzano in forme geometriche e l´angiogenesi, cioè il modo in cui i capillari sanguigni le vascolarizzano consentendo così sia il proliferazione del tumore (le metastasi) sia la cura con farmaci che, proprio grazie al sangue, raggiungono le cellule malate.

È la nuova frontiera della ricerca medica. Perché non sono scemi i tumori. Pazzi magari sì, come impazzite sono le cellule che li compongono, ma di una pazzia lucida, capace di elaborare strategie per eludere e ingannare le difese immunitarie del nostro organismo. Per combatterle, da qualche anno, gli scienziati di tutto il mondo hanno deciso che le scienze biologiche e mediche, da sole, non erano sufficienti. E hanno deciso di utilizzare contro il cancro (ma non solo) il più raffinato strumento di analisi che la ragione umana abbia elaborato: la matematica.

Se volete capire cosa c´entrano la moltiplicazione, la teoria dei giochi e il sistema binario con il cancro, fate un salto al Politecnico dove oggi si conclude il convegno su «Modelling and computering in cancer therapy», che riunisce scienziati di ogni parte del mondo. Gente che ha sfiorato (e magari vincerà) il premio Nobel come Rakesh K. Jain della Harvard Medical School of Massachusetts, che ieri ha tenuto la relazione introduttiva, o come il tedesco Andreas Deutsch, che ha illustrato come medicina e modelli matematici si incontrino proprio nell´informatica grazie alla possibilità di costruire modelli e di visualizzare fenomeni (come l´angiogenesi) non sempre osservabili in modo preciso in via sperimentale.

Torino non è sede casuale del convegno. Politecnico e Istituto di Candiolo collaborano da anni. E Nicola Bellomo, docente di matematica del Poli, è il coordinatore della rete europea di ricerca nel settore che coinvolge università come Oxford, Grenoble, Madrid, Varsavia, l´Ecole Normale di Parigi e l´ateneo di Tel Aviv. «La matematica - spiega Bellomo - non risolve i problemi della medicina. Ma costruendo modelli, con calcolatori progettati a questi fini, descrive e aiuta a interpretare i complessi fenomeni che riguardano la genesi, la diagnostica e la terapia dei tumori». Proprio a Torino, grazie alla collaborazione tra Bellomo e Guido Forni, dell´Università, si sono costruiti i modelli matematici che sviluppano una nuova teoria dei giochi per lo studio del comportamento delle cellule tumorali. Modelli che simulano non solo la degenerazione delle cellule, ma anche le loro interazioni con il sistema immunitario. «Oggi si creano modelli matematici e informatici di tutto, per progettare le auto di Formula Uno, astronavi o piccoli oggetti - spiega Bellomo - Farlo con la materia vivente però è più complesso, perché le cellule sono "intelligenti", hanno un meccanismo di adattamento per cui a una certa azione non corrisponde sempre la stessa prevedibile reazione. Le cellule tumorali, ad esempio, dialogano tramite scambi biochimici con il sistema immunitario. E il modello matematico per comprendere questo dialogo è necessariamente molto complicato. Ma rende anche più veloci i tempi di ricerca di sperimentazione di nuove cure».

Marco Trabucco

 
 
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