contatti english version Associazione Chiamparino.wav
 
Torino Internazionale  


 
 
Torino - 18 maggio 2003
 
 
Sistema Internazionale
Governo metropolitano
Formazione e ricerca
Imprenditorialità e occupazione
Cultura,Turismo,Commercio e Sport
Qualità urbana
Tamtam
Eco dalle città
Calendario
Associazione
 
 
 
home | Qualità urbana | Rassegna stampa
 
 
 
 
04.03.2003 - Riflettori puntati sul Lingotto
"Uno degli spettacoli più impressionanti fomiti dall'industria». Quando, nel 1925, il grande architetto Le Corbusier vide la fabbrica del Lingotto a Torino fu colpito a tal punto da definirlo un capolavoro assoluto di-rchitettura.

Oggi, a 80 anni dalla sua costruzione, la fabbrica di automobili della Fiat - riconvertita in un moderno centro polifunzionale - non ha perso nulla del suo fascino.

Unico progetto italiano candidato al Mipim Award 2003 (per la sezione "refurbished office buildings"), grazie ad un poderoso lavoro di riconversione funzionale durato vent'anni, il Lingotto ha ritrovato ora una nuova vita, senza dimenticare nulla del suo passato. Merito di Renzo Piano, che, messo di fronte alla sfida di ripensarlo da cima a fondo, ha scelto di usare la matita più fine, conservando inalterati il più possibile la struttura, i materiali, gli spazi.

Circondata da 350mila metri quadrati di aree verdi, parcheggi e luoghi d'incontro, l'ex fabbrica dispone di 246mila metri quadrati, dove trovano posto uffici per un totale di 40mila meta quadrati, un centro congressi da 3.500 posti con un Auditorium da 2.000 persone, un centro fieristico con 70mila metri quadrati e molte sorprese.

Come la famosa "Bolla", la sala di cristallo con annesso eliporto, situata in cima all'edificio. O l'ex pista di prova delle autovetture, che il genio del primo creatore del Lingotto, l'ingegner Giacomo Matte Trucco, collocò negli anni '20 proprio all'ultimo piano dello tabilimento. O ancora la Pinacoteca Giovanni e Mariella Agnelli, che nella sua parte soprelevata o "Scrigno" - per usare le parole di Renzo Piano - ospita in via permanente parte della collezione personale appartenuta all'Avvocato: Tiepolo, Canova, Canaletto, Matisse, Renoir, Picasso, Modigliani...

Nei piani inferiori si trovano poi l'hotel Meridien, che proprio in queste settimane sta ultimando il progetto di ampliamento con 140 nuove camere ricche di dotazioni hi-tech; il Corso di Studi in Ingegneria dell'autoveicolo, ricavato nell'ex reparto verniciatura della fabbrica di automobili ed ora trasformato in un gioiello di luce e tecnologia; la Dental School dell'Università subalpina; la Foresteria dove il Comune di Torino alloggerà i suoi ospiti per brevi permanenze nella città; e la 8 Gallery, un centro cmmerciale con un chilometro di vetrine, pari a 2mila metri quadrati di superficie, ed il più grande cinema multisala della città.

In pochi anni, insomma, i luoghi della vecchia fabbrica si sono aperti alla città, contribuendo a cambiare il volto di uno dei quartieri torinesi dove il rimensionamento industriale degli ultimi anni aveva lasciato le sue tracce più evidenti. Non solo: il progetto del Lingotto è anche uno straordinario primato tutto italiano. Sono infatti italiane le aziende che, con il con il sostegno del sistema bancario torinese, hanno lavorato fianco a fianco per vent'anni: dalla Fiat, che ha guidato l'intero processo di trasfomazione' allo studio di Renzo Piano, dall Ipi, che ha curato i servizi immobiliari, alla Fiat Engineering, che ha realizzato il progetto. Un concentrato di esperienza, tecnologia e bellezza che, 80 anni dopo Le Corbusier, continua a stupire e ad affascinare.

.

 
 
 ©2002. Tutti i diritti sono riservati.