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Torino - 18 maggio 2003
 
 
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05.03.2003 - Polveri, rumori e altri veleni: "Tutta colpa delle macchine"
Non solo inquinano l´aria con le stramaledette polveri sottili, rovinano anche le nostre notti con il rumore, continuo, dei loro motori, delle gomme che frenano sull´asfalto. È una condanna senza appello per l´auto il rapporto del Treno Verde di Legambiente che per tre giorni, dal 1 al 3 marzo, si è fermato a Torino per controllare la qualità della nostra aria. Tre giorni, di cui un sabato e una domenica, quando traffico (e inquinamento) dovrebbero per forza di cose diminuire. E invece non è stato così: proprio in quei due giorni il laboratorio mobile piazzato nel primo tratto di via Nizza, davanti a Porta Nuova, ha segnato il picco più alto delle Pm10: 116 microgrammi per metro cubo sia il sabato che la domenica (contro un limite di legge di 60). Anche lunedì, con 93 microgrammi, il valore soglia è stato superato. E a Torino, in soli due mesi, si è andati ben oltre i 35 giorni di sforamento l´anno che la legge concede: sono stati 48 i giorni con livelli più alti, con un record, il 15 gennaio, di ben 157 microgrammi di polveri sottili per metro cubo.

E se per il resto, per i gas (biossidi di zolfo e azoto, monossido di carbonio e ozono) nei tre giorni si è sempre stati sotto i valori limiti stabiliti, a creare preoccupazione è invece il rumore: quella «musica metropolitana» che è sgradita colonna sonora della nostra vita e che ha visto quel tratto campione di via Nizza sempre fuori legge: di poco di giorno (69,3 decibel il sabato, 68 la domenica, 69,8 lunedì quando le norme prevedono un massimo di 65). Ben di più di notte quando la legge abbassa il limite a 55 decibel: 66,1 il dato di sabato e domenica, 67,6 lunedì.

«Sono numeri allarmanti», ha detto Vanda Bonardo, presidente piemontese di Legambiente, l´associazione che insieme a Rfi (Rete Ferroviaria italiana) organizza il Treno Verde. «Numeri che testimoniano come sia ancora lontano un discreto livello di vivibilità urbana a Torino. La qualità dell´aria che respiriamo è pessima e non ci sono segnali di miglioramento, il rumore di fondo è molto alto. La principale causa di questi mali è il traffico, che quindi andrebbe fortemente limitato». E in questo senso la Bonardo ha attaccato la decisione del Comune di costruire parcheggi sotterranei in pieno centro, come nel caso di piazza San Carlo, «perché non fanno altro che aumentare il carico di auto nel centro cittadino».

«E´ ora di cambiare il modo di pensare la mobilità urbana - ha concluso la Bonardo - vanno migliorati e protetti i percorsi per i mezzi pubblici e le biciclette. E le targhe alterne, che l´amministrazione civica torinese continua a sponsorizzare con enfasi, non bastano più. Bisogna intervenire sulle cause del male, non è più sufficiente curarne gli effetti più catastrofici con rimedi deboli». Sulla stessa linea Giuliano Della Campa, responsabile del Treno Verde che ha spiegato come «Torino sia perfettamente in linea con le altre grandi città italiane per ciò che riguarda i livelli di inquinamento atmosferico e acustico». E oltre alle classiche proposte di Legambiente (ztl, corsie preferenziali per i bus, isole pedonali, piste ciclabili, car sharing) ha rilanciato le domeniche a piedi «che hanno molti meriti nell´educare i cittadini a vivere una città più libera della auto». All´incontro hanno partecipato anche gli assessori all´ambiente di Comune e Provincia, Dario Ortolano e Elena Ferro. «I dati forniti sono noti - spiega la Ferro - sappiamo che la situazione è critica e per questo abbiamo messo in cantiere una serie di interventi progressivi. E sono contenta che sia stato sottolineato l´inquinamento acustico, cui i cittadini sono molto sensibili. Ma non si può fare tutto e subito: il cambiamento di abitudini e di organizzazione di una intera città non può che essere graduale».

Marco Trabucco

 
 
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