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Torino - 18 maggio 2003
 
 
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06.03.2003 - "Trasporto merci, anarchia assoluta"
«Andiamo avanti lo stesso, oltre il novanta per cento delle associazioni è d´accordo con il programma per la tutela della qualità dell´aria che abbiamo preparato». Non usa toni di rivalsa l´assessore comunale all´ambiente Dario Ortolano dopo il polverone sollevato da Ascom, Unione industriali e Confesercenti che non hanno firmato il protocollo d´intesa sull´inquinamento atmosferico presentato martedì dal Comune. Certo la levata di scudi di commercianti e imprenditori ha lasciato il segno e sembra aver frenato le ambizioni di Palazzo civico in materia. «Assolutamente no, per fare le targhe alterne non abbiamo aspettato nessuno» replica Ortolano.

Assessore quanto conta il veto dei rappresentanti di categoria nelle scelte della giunta?
«Non si tratta di un veto e nemmeno di un ricatto. Volevamo mettere un po´ di ordine in quella guerra tra bande che si è scatenata nella precedente amministrazione e mi pare che si siano fatti dei grossi passi in avanti».

Le realtà più significative del tessuto sociale ed economico, però, si sono rifiutate di sottoscrivere l´accordo.
«Api, Cna, tutti i sindacati, associazioni dei consumatori e ambientalisti non mi sembrano una nicchia».

Ci sarà comunque una pausa di riflessione sulle politiche di contrasto allo smog?
«Abbiamo offerto un tavolo di confronto dove ognuno poteva esprimere le proprie riserve. La dichiarazione di intenti serve proprio a evitare sbarramenti e forzature. Per ottenere la massima unità e il più alto numero possibile di consensi abbiamo preferito usare maglie larghe.».

Qualcosa è andato storto allora.
«Le ripeto, la stragrande maggioranza dei soggetti coinvolti ha aderito a quest´iniziativa. Non vedo lo scandalo».

< E le riserve di Ascom Unione Industriali e Confesercenti?
«Rientrano nella categoria delle opinioni, che ognuno ha diritto ad esprimere liberamente. Gli industriali sono d´accordo su quattro quinti del documento. I distinguo li avevamo calcolati e abbiamo scelto la forma più adatta per accogliere oltre il novanta per cento delle proposte».

Quindi avanti con circolazione a pari e dispari?
«Di sicuro fino alla fine di marzo. Le previsioni meteo non promettono bene. È vero che abbiamo sforato in soli due mesi il numero di giorni soprasoglia per le Pm10 ma se non ci fossero nemmeno le targhe alterne sarebbe ancora peggio. Registriamo che i volumi di traffico scendono del 20 per cento, secondo i dati di 5T, e la velocità dei mezzi Atm aumenta in proporzione. Dopotutto per i torinesi si tratta di rinunciare all´auto solo per una volta alla settimana, un giorno in cui i servizi di trasporto sono anche più frequenti. A Milano hanno fatto anche quattro giorni di targhe alterne».

Gli ecologisti, sull´altro fronte, vi accusano di usare la mano di velluto per il trasporto merci e di privilegiare i commercianti, cosa risponde?
«Siamo consapevoli che chi usa la macchina per avere lo stipendio deve essere aiutato e cerchiamo di farlo con tutti ma se dobbiamo stabilire delle priorità questa vanno al mondo del lavoro».

Sarà fissato un limite ai furgoncini che scorrazzano per la città a ogni ora del giorno? Il sindaco Chiamparino ha proposto di dividere in tre fasce l´accesso alla Ztl per i veicoli commerciali con un divieto assoluto di circolazione dalle 7 alle 9. È un compromesso?
«Non entro nel merito di un progetto che stiamo ancora discutendo. Quello che posso dire riguarda la situazione complessiva del trasporto merci, che versa in uno stato di assoluta anarchia e che necessita di una riorganizzazione generale».
È vero che nel progetto di Ztl allargata saranno comprese anche alcune aree della periferia?
«Di sicuro ci sarà il Borgo vecchio di Mirafiori Sud, poi una buona fetta tra piazza Statuto, via Cibrario e corso Principe Eugenio, e probabilmente anche una parte di Barriera di Milano».
Allude a corso Vercelli?
«In ogni caso sono progetti previsti con l´assessorato alla mobilità e rientrano nel programma di pedonalizzazione che partirà una volta costruiti i parcheggi sotterranei».

Fabio Marzano

 
 
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