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Torino - 27 maggio 2003
 
 
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06.03.2003 - Il decreto Frattini arriva in cambina di regia
Un vertice della Cabina di regia (Comune, Provincia, Regione, Toroc, Agenzia) per trovare soluzioni ai ritardi sulle opere olimpiche, ma soprattutto per predisporre il documento con le proposte da sottoporre oggi al ministro Franco Frattini, a Roma. Due ore per fare il punto. Martedì pomeriggio in piazza Castello, dalle 17 alle 19. I tempi sono stretti. Si è al limite per la consegna delle opere per i Giochi del 2006. È stato convenuto che sarà necessario l’intervento del governo al quale sarà chiesto un decreto «salvaritardi» per accorciare i tempi di almeno 30 giorni nelle pubblicazioni dei bandi. Sarà chiesta, inoltre, la nomina immediata dei due vicedirettori dell’Agenzia annunciati da giorni ma non ancora insediati. Per queste due cariche si fanno i nomi di Mario Piovano (rappresentante del Coni nel consiglio direttivo dell’Agenzia stessa) e di Giuseppe Amelio, viceprefetto a Torino. La Regione, poi, proverà a chiudere con qualche giorno di anticipo la conferenza dei servizi dell’impianto del bob (uno di quelli che preoccupano di più): entro il 17 marzo. Potrebbe essere così approvata la delibera, e i lavori, se così fosse (se la Regione riuscirà davvero a tagliare i tempi), potrebbero iniziare subito. Si guadagnerebbe tempo prezioso.

Il vertice di martedì è servito, insomma, a preparare quello di oggi con il ministro che dovrà valutare se queste proposte, da sole, basteranno a recuperare il tempo perduto. L’incontro romano, in questo senso, sarà risolutivo dopo l’allarme lanciato mercoledì scorso dall’assessore regionale Ettore Racchelli. Ma prima di affidare poteri prefettizi a un commissario che mandi avanti i lavori in modo spedito, il ministro aspetta di conoscere le proposte di Toroc e Agenzia. La carta del commissariamento potrebbe essere l’ultima. Ma basterà un decreto per velocizzare i lavori? Basterà ridurre di trenta giorni le procedure per i bandi a risolvere l’intricata matassa di slittamenti vari delle cronotabelle? Comune, Provincia e Regione credono di sì. Resta da capire se anche il ministro se ne convincerà. Ci sono poi nuovi sviluppi nell’accordo tra Regione e Comune per la realizzazione del villaggio degli atleti al Moi. Questa dunque sarà una settimana decisiva (in tutti i sensi) per il futuro delle Olimpiadi.

Una settimana fa il Comitato di Alta sorveglianza aveva fatto la radiografia punto per punto dello stato avanzamento lavori, aggiornato alla scorsa settimana. E ne era emerso un quadro deprimente. Ritardi su tutto: bob, villaggio atleti e Oval, in testa. La situazione di quest’ultimo era parsa particolarmente grave. Era stato evidenziato anche il problema delle gare, alcune delle quali sono andate deserte come conseguenza dell’onerosità sia finanziaria, sia di assunzione di rischi per l’inserimento, nel capitolato, di prescrizioni della conferenza dei servizi. «Ma tale situazione - si era osservato durante l’ultima Cabina di regia - porterà a una lievitazione dei costi e al possibile ricorso alla trattativa privata». Anche di questo problema si è tornati a discutere martedì e si è deciso che la questione sarà trasferita, per conoscenza, al governo. Si è analizzata di nuovo, punto per punto, la situazione degli impianti dell’area torinese, quella che preoccupa di più. È grave soprattutto per quanto riguarda la realizzazione del sottopasso di corso Spezia che dovrà essere limitato al primo lotto in quanto per il secondo le condizioni di realizzazione imposte dalle Ferrovie sono incompatibili con le previsioni progettuali e con la possibilità stessa di realizzare l’opera. La segmentazione di molti interventi continua a destare preoccupazione per la conformità di questo modo di procedere rispetto alla normativa vigente. L’Agenzia ha fornito pareri legali sulla possibilità di delega a terzi di funzioni appaltanti. Pareri che convincono abbastanza. Ma anche questo aspetto sarà trasferito per competenza al governo che riceverà l’incarico di approfondire un lato molto delicato della faccenda. L’ultimo punto riguardava il trasporto degli inerti e la mobilità sostenibile, problema di minore entità rispetto a quelli evidenziati.

Ma il Comitato di alta sorveglianza non si era solo limitato a segnalare problemi. Aveva invitato l’Agenzia ad esercitare un continuo monitoraggio delle procedure messe in atto per tutti gli interventi, sia per rilevare le difficoltà sia per accelerare le procedure, ricorrendo se necessario all’acquisizione di pareri tecnici esterni. «Quello di oggi - spiega Ettore Racchelli - è un incontro fondamentale: c’e’ la necessità di trovare uno strumento che consenta di compattare i tempi tra un’ azione e l’ altra, pur nel pieno rispetto delle procedure. Accelerare è necessario se vogliamo arrivare pronti alla scadenza olimpica».

L’incontro di oggi sarà quindi risolutivo. Arriverà il decreto salvaritardi e con esso anche i due vicedirettori dell’Agenzia. L’ultima carta sono i poteri prefettizi. Ma il ministro la giocherà solo all’ultimo momento. Anche alla luce non solo della riunione di stamane, ma anche e soprattutto in considerazione di quanto avverrà nelle prossime settimane. Non bisogna infatti dimenticare che la Commissione del Cio tornerà a Torino esattamente tra due mesi.

Andrea Costa

 
 
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