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Torino - 17 maggio 2003
 
 
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06.03.2003 - Area ex Moi, accordo per il villaggio atleti
L’accordo tra Regione e Comune per l’area ex-Moi, Fiat Avio ed ex-Dogane è stato raggiunto ieri. Il protocollo d’intesa verrà formalizzato in via definitiva nel corso di una riunione che si terrà lunedì e a cui parteciperanno anche Università e Politecnico, ma i punti fondamentali sono già stati stabiliti. Nel documento mancano i riferimenti all’utilizzo delle varie aree, ma è già stato deciso cosa costruire. Confermata la costruzione nel «nuovo ospedale di eccellenza della città», vale a dire il Molinette Due. Che apre un altro fronte. Cosa fare del Giovanni Battista. E il Comune si è impegnato a ridefinire al più presto la destinazione di quell’area. Ai vecchi mercati generali andrà anche un campus universitario per la facoltà di medicina e il diploma in scienze infermieristiche. Che dovrà essere affiancato da un centro per la ricerca scientifica di base o applicata alle nuove tecnologie e alle iniziative in campo sanitario. È prevista poi la realizzazione dei servizi connessi al grande ospedale, come spazi per l’ospitalità delle famiglie dei degenti e la riabilitazione e la rieducazione dei pazienti.

Gli impegni presi dagli enti coinvolti sono coerenti con i contenuti del protocollo. Il ministero delle Finanze deve cedere gli spazi delle dogane alla Regione, che li dovrà accettare. E Palazzo Lascaris dovrà poi modificare progressivamente la programmazione dei suoi piani sanitari pluriennali per procedere agli accorpamenti necessari affinché Molinette 2 possa nascere anche sul piano burocratico. Il Comune invece dovrà dare via libera ai progettisti Camerana e Rosenthal sulla realizzazione del villaggio olimpico. I due architetti, che hanno già la responsabilità della cittadella della salute, si occuperanno così della sistemazione di tutta l’area. Il villaggio media invece verrà spostato su Spina 3 nella zona del complesso del Pier della Francesca. I progettisti dovranno quindi elaborare tutte le modifiche ai loro documenti per accogliere i punti dell’intesa. Il Comune dovrà rendere disponibile 300mila metri quadri complessivi in tutta l’area per permettere la costruzione di tutte queste strutture e di mettere a punto gli strumenti urbanistici che lo renderanno possibile. Tutti i firmatari del protocollo dovranno attivarsi per attirare finanziamenti privati con strumenti come il project financing. E organizzarsi per dare vita a un incubatore di impresa che favorisca l’installazione di attività pubbliche o private per realizzare il progetto. Che dovrà anche comprendere la destinazione d’uso delle aree dismesse del’ex scalo ferroviario del Lingotto.

Franco Garnero

 
 
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