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Torino - 18 maggio 2003
 
 
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07.03.2003 - "Perchè la Provincia si chiama fuori?"
Il presidente degli industriali Andrea Pininfarina dice «Non importa dove, ma l´inceneritore devono farlo. Il più in fretta possibile». Il vicepresidente della Provincia Giuseppe Gamba rincara la dose: «Da mesi sollecitiamo il Comune di Torino a darci una risposta sulla questione. Ma non l´abbiamo ancora ricevuta». Insomma l´amministrazione Chiamparino sulla politica dello smaltimento rifiuti è sotto assedio.

Signor Sindaco, Gamba vi accusa di immobilismo e attribuisce al Comune la responsabilità dei ritardi sull´inceneritore. Come si giustifica?
«Mi stupisce che Gamba attacchi con tanta verve polemica. Perché il fatto che Chivasso (ndr il sito che secondo la commissione Bobbio era il più adatto ad ospitare l´inceneritore) si sia sfilata non è una nostra responsabilità, anzi. In quella decisione c´entra una società che è partecipata proprio dalla Provincia di Torino. Quindi mi dispiace che Gamba non trovi di meglio per togliersi dalle difficoltà, che prendersela con noi».

Lei restituisce le accuse, ma non risponde agli addebiti contestati. Il vicepresidente della Provincia racconta di numerose lettere di sollecito al Comune rimaste senza risposta.
«L´unica responsabilità che ci può essere addebitata è un ritardo, di non più di una quindicina di giorni però, legato alla questione del rimpasto di giunta. Un rimpasto che ha portato allo lo scambio di deleghe sull´inceneritore tra l´assessore Ortolano e il vicesindaco Calgaro. Basta. Non mi sembra però che quindici giorni, tanto più in una vicenda che va avanti da anni, siano decisivi. Anche perché il passaggio di deleghe al vicesindaco è stato fatto proprio per dare un segnale di interlocuzione più forte agli altri enti interessati».

E le lettere senza risposta?
«Ripeto, mi dispiace che Gamba non trovi di meglio che prendersela con noi. Quando, non più di tre mesi fa però, è stato chiaro che Chivasso si era definitivamente sfilata e che il lavoro della commissione Bobbio era finito in un vicolo cieco, come Comune di Torino siamo andati in Provincia e abbiamo detto: "Chivasso non c´è, cerchiamo altro". E ci siamo offerti di fare noi, nell´ambito delle nostre responsabilità, una parte del lavoro. Gamba però sa benissimo che, dopo il fallimento della commissione era indispensabile avere almeno tre mesi per trovare altri siti da mettere a confronto con Volpiano».

Adesso i tre mesi sono passati.
«E infatti dieci giorni fa abbiamo chiesto alla presidente Bresso di convocare un tavolo per proporre i nuovi siti e metterli a confronto con gli altri per decidere quale sia il più adatto».

Anche gli industriali vi chiedono di fare in fretta. Pininfarina dice esplicitamente: «Non importa dove faranno l´inceneritore, ma devono farlo subito». Cosa risponde?
«Che sono assolutamente d´accordo con lui. Ha ragione. E sono contento che qualcuno scenda in campo per dire ciò che io penso e ripeto da tempo. Che, insomma, ci sia qualcuno che sull´inceneritore dice qualcosa di diverso dal solito: "Lo voglio, ma non a casa mia"».

Pininfarina aggiunge che la concertazione, che è una caratteristica positiva di Torino, questa volta ha avuto un effetto negativo. Che ci voleva insomma più decisionismo. È d´accordo anche su questo?
Marco Trabucco

 
 
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