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07.03.2003 - La nuova piazza Vittorio avrà due nuove fontane
Ecco l´atteso progetto di fontane e luci firmato Daniel Buren per la nuova piazza Vittorio. Due quinte trasversali di getti d´acqua che convergono, in prospettiva, verso il tempio della Gran Madre. Geometrici spruzzi a scomparsa che fuoriescono da una fontana calpestabile (la vasca d´acqua è ricoperta da plexiglas) e all´occorrenza s´inabissano tra i cubetti di porfido della piazza. La sera, le fontane diventeranno luminose. I bozzetti di questa suggestiva «piazza Vittorio secondo Buren» sono giunti proprio in questi giorni sulla scrivania dell´assessore alla Viabilità Maria Grazia Sestero che li ha prontamente girati alla Sovrintendenza. Ancora qualche settimana e gli uomini di Francesco Pernice stileranno un «verdetto» per certi versi anticipato già tre mesi fa. «Non ho nulla contro i giochi d´acqua - aveva dichiarato lo scorso autunno il sovrintendente - e credo che piazza Vittorio debba essere utilizzata al massimo per le manifestazioni e gli eventi: un intervento "a scomparsa", quindi, potrebbe rappresentare una soluzione ideale».

Anche l´assessore Sestero appare entusiasta del progetto: «Le quinte realizzate da Buren - ha spiegato ieri - come ci ha chiarito la professoressa Vera Comoli, servono anche per dare un giusto dimensionamento, in prospettiva, alla sagoma della Gran Madre che in rapporto a piazza Vittorio risulta un po´ piccola». Aggiunge, l´assessore: «In realtà, molto tempo fa, all´altezza dei Murazzi, esistevano due quinte in pietra che incorniciavano l´immagine della Gran Madre facendola risultare - se osservata da lontano, molto più proporzionata all´ambito di piazza Vittorio».

E così l´autore dell´illuminazione del municipio di Lione (e del suo parcheggio sotterraneo, a forma di torre di Pisa rovesciata) ha confezionato una riqualificazione definitiva - e soprattutto artistica - di una delle piazze più antiche di Torino. «Soltanto Buren - ha spiegato uno dei suoi più convinti fan, l´assessore alla Cultura Fiorenzo Alfieri - poteva trasformare l´autorimessa interrata che nascerà in quella piazza in un´opera d´arte in grado, com´è già accaduto a Lione, di attirare l´attenzione dei turisti e scatenare l´interesse delle riviste d´architettura. Più che un fan, a dire il vero, l´assessore Alfieri è lo scopritore dell´utilizzo subalpino di Buren: «Quando l´assessore ai Trasporti Maria Grazia Sestero mi ha accennato al problema delle fontane a scomparsa - racconta l´assessore alla Cultura e all´Arredo urbano Fiorenzo Alfieri - il primo nome a venirmi in mente è stato proprio il suo. E visto quello che ha fatto per Luci d´Artista mi pare che non ci potrà deludere. Ma voi l´avete mai vista la facciata del municipio di Lione nella sua rinnovata illuminazione? E quel parcheggio centrale che poi è una scultura in movimento? A mio parere non c´erano dubbi, su chi interpellare: Buren era l´uomo giusto».

La conversazione fra i due assessori è avvenuta qualche mese fa, dopodiché, Sestero - che si era già battuta per ottenere dalla Sovrintendenza l´approvazione per i giochi d´acqua anche in piazza Vittorio - ha contattato il maestro francese. Lui a quel punto ha accettato con entusiasmo e, nel giro di poche settimane, si è messo a lavorare sulla porzione di piazza in cui verranno realizzate le rampe d´accesso del parcheggio, vale a dire quella su cui non è ancora stata sostituita la terra battuta con il porfido.

Emanuela Minucci

 
 
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