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Torino - 18 maggio 2003
 
 
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11.03.2003 - "Si ai privati per la Torino-Lione"
LIONE - «Lyon Matin» sveglia i lionesi con un´intervista al ministro dei trasporti francese, Gilles de Robien, che rassicura: «Nessuno pensa di rimettere in discussione la linea tra Lione e Torino». Bisogna leggere le pagine interne per scoprire le vere perplessità del governo francese: de Robien giudica il progetto «di scarso interesse socio-economico» e sottolinea che «è di dimensioni comparabili al tunnel sotto la Manica pur avendo un finanziamento pubblico superiore all´80 per cento dei costi» . Dunque via libera all´ingresso dei privati, così come propone anche il sindaco di Torino. E, soprattutto, conclude il ministro, «è ora di smetterla di raccontarsi delle storie. Terminare l´opera per il 2012 è impossibile. Soprattutto senza aver risposto alla domanda: chi paga?» .

Difficilmente il 14 maggio, quando il Parlamento di Parigi prenderà una decisione definitiva sul progetto, la Francia farà marcia indietro. C´è un trattato internazionale con l´Italia da rispettare e c´è soprattutto la parola del presidente Chirac che due anni fa aveva detto: «L´avvio della Lione-Torino è una decisione irreversibile». Ci sono dunque due mesi di tempo per decidere chi pagherà davvero questa «Manica del sud» come la chiamano i francesi. E per spingere al massimo l´opera di lobbing delle due regioni interessate, il Piemonte e la regione francese del Rhone-Alpes.

Nella grande sala di rappresentanza del municipio di Lione il sindaco Gerard Collomb, ha convocato una conferenza stampa di grande impatto mediatico: ben ventuno oratori sono schierati dietro il tavolo come un esercito che si prepara alla battaglia. Ci sono italiani e francesi. Il sindaco Chiamparino, gli esponenti della Transpadana, la società di promozione del tunnel, dell´unione industriale di Torino, del Comune di Milano. Sul versante francese si schierano le truppe migliori della regione: Anne Marie Comparino, presidente della regione Rhone-Alpes, il sindaco di Lione, deputati locali, i sindaci di Grenoble e Chambery. Tutti a sottolineare «le ragioni e l´urgenza del nuovo collegamento ferroviario». Per ragioni strategiche: «Questi 250 chilometri di ferrovia - dice Collomb - sono lo snodo decisivo di una linea lunga oltre 4.000 chilometri che attraversa l´Europa del sud». Senza la Lione-Torino, specifica il sindaco di Lione, «tutta l´Europa latina rischia di essere tagliata fuori dalle grandi vie di comunicazione commerciale».

Un concetto, quello dell´ «Europa latina», particolarmente caro ai francesi in questo periodo. La battaglia per convincere Parigi a trovare gli euro necessari alla nuova ferrovia diventa, spiega il sindaco di Chambery, «la battaglia dell´Europa dell´olio d´oliva contro quella dell´Europa del burro».

Per dare una mano in questo scontro tra condimenti tutti i consigli sono benvenuti. La tavolata di oratori francesi accoglie con favore la proposta di Chiamparino per «coinvolgere anche le banche e le società autostradali della Val di Susa e della Valle della Maurienne nel finanziamento del progetto».

Gerard Geoffray, vicepresidente del comitato francese per la Transalpina presieduto da Raymond Barre, aggiunge che «anche noi abbiamo fatto proposte per coinvolgere i privati nel finanziamento». Che è poi l´auspicio del ministro dei Trasporti de Robien: trovare un sistema per mantenere la parola data da Chirac senza gravare troppo sulle casse dello Stato. Naturalmente sia i sindaci francesi che la delegazione italiana insistono sui vantaggi ambientali del traforo. Spiega il sindaco di Chambery: «Quando è stato inaugurato il tunnel del Frejus nel 1979 transitavano 44.000 tir all´anno. Oggi sui due versanti siamo vicini al milione di passaggi. Il 70 per cento di questo traffico si svolge su gomma. Una situazione inaccettabile per l´ambiente» .

La battaglia dell´Europa latina per avere un collegamento che la colleghi al resto del continente è ancora lunga. A fine marzo ci saranno nuovi incontri tra italiani e francesi. Il 27 sarà Chiamparino a perorare la causa di fronte alla commissione lavori pubblici del Parlamento francese. I sindaci del Rhone-Alpes si mobiliteranno nelle prossime settimane. I promotori del progetto batteranno cassa a privati e banche. Il 14 maggio si avvicina, non c´è tempo da perdere.

Paolo Griseri

 
 
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