contatti english version Associazione Chiamparino.wav
 
Torino Internazionale  


 
 
Torino - 18 maggio 2003
 
 
Sistema Internazionale
Governo metropolitano
Formazione e ricerca
Imprenditorialità e occupazione
Cultura,Turismo,Commercio e Sport
Qualità urbana
Tamtam
Eco dalle città
Calendario
Associazione
 
 
 
home | Sistema Internazionale | Rassegna stampa
 
 
 
 
11.03.2003 - Torino-Lione, la Ue striglia la Francia
L’Ue preme sulla Francia. Dopo il documento tecnico degli esperti francesi che esprime numerose riserve sulla linea ad alta capacità Torino - Lione spunta una lettera di Loyola de Palacio per ricordare che l’opera ha già messo in gioco una quota non trascurabile di risorse comunitarie e che quindi viene seguita da Bruxelles con particolare attenzione. Il 29 gennaio scorso la vicepresidente della Commissione europea ha scritto a Michel Bouvard, vicepresidente della Commissione Finanze della Camera francese, per chiedere il rispetto degli impegni presi sul collegamento con Torino, vale a dire il completamento del tunnel entro il 2012. Vi abbiamo finanziato gli studi preliminari con 100 milioni di euro, dice in sostanza de Palacio, altri fondi arriveranno oltre ai 30 milioni già previsti per il periodo 2004 - 2006. Però, aggiunge la vicepresidente Ue, bisogna che la volontà già manifestata di realizzare l’opera si traduca in fatti. Anche per ciò che concerne la realizzazione di uno schema finanziario «ambizioso».

Il sindaco di Torino, Sergio Chiamparino, ieri è giunto a Lione dove si è svolto un incontro con tutte le autorità della regione transalpina Rhône-Alpes proprio per ribadire che lui un’idea ce l’avrebbe e che ha già riscontrato un certo consenso tra gli interessati: una società internazionale mista pubblico - privata per guidare la realizzazione del tratto comune dell’opera, e cioè il tunnel di 52 chilometri sotto le Alpi, una galleria di raccordo di 12 chilometri nei pressi di Bussoleno, e altre opere connesse per un totale di circa 6 miliardi di euro (probabilmente destinati a diventare 7,5). Dice Chiamparino: «È chiaro che un’iniziativa di questo genere non può gravare per la maggior parte sui privati visto che la redditività non è immediata. Ma allo stesso tempo credo che questi possano far parte di una società mista di gestione: ad esempio vedo bene l’intervento di società autostradali dei due paesi (la Sitaf in Italia, ndr), di quelle ferroviarie e delle banche». Il sindaco avrebbe già incassato la disponibilità della Sitaf in un colloquio con l’amministratore delegato Luciani e quella di San Paolo - Imi, che assieme a Unicredito fa parte di Transpadana, il comitato che svolge attività di lobbing per la realizzazione del collegamento. Chiamparino sarà a Parigi il 27 marzo per ribadire di fronte all’Assemblea nazionale l’importanza e l’urgenza dell’infrastruttura ferroviaria. Il giorno prima si incontreranno a Roma il governatore Enzo Ghigo con la presidente della regione Rhônes - Alpes Anne Marie Comparini.

Insomma, la diplomazia italiana si dispiega a largo raggio senza dire che il Parlamento francese depenni la Torino - Lione dal piano delle opere prioritarie. La decisione è attesa per maggio, ma l’Audit, ovvero la perizia tecnico economica diffusa il 4 marzo scorso, ha indubbiamente complicato le cose. Secondo i consulenti del Primo ministro francese Jean Pierre Raffarin, il progetto è troppo caro e ha una redditività troppo modesta: non più del 3,5 per cento per i primi anni d’esercizio. Chiamparino e il suo collega di Lione Gerard Collomb hanno però ricordato che 15 miliardi di euro, il costo complessivo dell’opera, non sono poi moltissimi per due governi così importanti. E bene aggiungere che un 20 per cento del costo totale, vale a dire circa 3 miliardi di euro, potranno essere finanziati dalla Ue. Anche se buona parte, circa 4,5 miliardi (destinati a diventare 6) ricade sulle spalle dei transalpini, mentre nell’immediato si aggiunge l’incertezza sui 55 milioni di euro che Parigi deve versare per gli studi e i sondaggi tecnici del 2003. Detto questo, hanno sottolineato le autorità presenti tra cui il presidente di Transpadana Innocenzo Cipolletta, lo squilibrio tra strada e ferrovia va risolto. Dei 50 milioni di tonnellate di merci che ci scambiamo con i francesi, 40 passano su strada, 10 soltanto prendono il treno. I tecnici che hanno realizzato l’Audit sostengono che le strade si satureranno soltanto nel 2015: non c’è fretta. Ma, insiste Chiamparino, il problema ambientale diverrà insostenibile, bisogna riequilibrare il rapporto tra trasporto su gomma e su rotaia. La Torino - Lione è infatti soprattutto questo: certo un mezzo per accorciare i tempi di trasferimento delle persone (da tre a 1 ora e mezza) ma principalmente un sistema per togliere un bel po’ di Tir da strade e autostrade. E oggi il Cipe prenderà in mano il dossier sulla tratta italiana progettata dalle Ferrovie.

L’incognita resta ora politica. E il segnale che ha dato in questo senso la giornata di ieri è stato la presenza, anzi lo schieramento compatto, dei sindaci della regione Rhône-Alpes, una ventina, a fianco dei sostenitori del collegamento. Berlusconi si faccia sentire, insistono i rappresentanti di Transpadana. «Bisogna prendere delle decisioni subito entro quest’anno. Altrimenti ci troveremo marginalizzati» ribadisce Collomb. Aggiunge Chiamparino: «L’Europa del burro e quella dell’olio d’oliva devono camminare insieme».

Eugenio Giudice

 
 
 ©2002. Tutti i diritti sono riservati.