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11.03.2003 - Torino torna capitale della cultura
È Torino la nuova capitale italiana della cultura. Ne è testimonianza la recente decisione del ministero dei beni e delle attività culturali di organizzare l’assemblea degli Stati generali della cultura italiana proprio nel capoluogo piemontese. Su richiesta del presidente della Regione Enzo Ghigo, il ministro Giuliano Urbani ha infatti sottoposto nei giorni scorsi ai presidenti delle Regioni italiane la proposta di trasferire eccezionalmente l’incontro dalla tradizionale sede romana a quella torinese. «La segnalazione del ministro Urbani è stata accolta con entusiasmo da tutte le Regioni - annuncia con entusiasmo l’assessore regionale alla cultura Giampiero Leo - e ormai è certo: gli stati generali della cultura si terranno in Piemonte entro la fine di questo 2003». La data dell’incontro non è ancora stata ufficialmente stabilita, ma dovrebbe verosimilmente trattarsi del prossimo mese di giugno o, al più tardi, di quello di settembre. «È la prima volta che gli Stati generali di un ministero vengono ospitati in una città diversa da Roma - continua Giampiero Leo -. Per questo l’annuncio dell’assegnazione dell’organizzazione dell’assemblea al Piemonte è risultata quanto mai gradita ed è stata accolta con grande entusiasmo e orgoglio. La decisione del ministro e dei vari presidenti delle Regioni va sicuramente interpretata come un importante riconoscimento del grande lavoro fatto dalla nostra regione sul fronte della cultura. Ma non solo. Non bisogna infatti dimenticare che gran parte del merito va anche al nostro presidente Enzo Ghigo, che ha avanzato e supportato la candidatura di Torino in sede romana». Entro la fine dell’anno i presidenti delle Regioni, coordinati dallo stesso Giampiero Leo, si siederanno dunque attorno a un tavolo cittadino per fare il punto sull’attuale situazione culturale dell’Italia. E trascorrendo qualche giorno in Piemonte, avranno così occasione di testare in prima persona lo «stato dell’arte» dello sviluppo delle risorse culturali piemontesi. «E constatare così - aggiunge l’assessore Leo - che questo riconoscimento la nostra regione se l’è davvero guadagnato sul campo».

Ilaria Dotta

 
 
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