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Torino - 18 maggio 2003
 
 
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12.03.2003 - Bastano due anni per una scelta?
Felice, vivace e feconda è la città che discute su tutto: che si divide, si accapiglia, e alla fine decide. A patto però che i litiganti non si chiamino troppo spesso per nome (Sergio, Fiorenzo, Gian Giacomo, Gianni etc.) e che il dibattito sia in qualche modo rispettoso delle forme e dei luoghi della democrazia: più piazza che salotto, più consiglio comunale che circolo. E che alla fine si decida. Succede ora che il parcheggio sotto piazza San Carlo diventi motivo di scontro dentro e fuori la sinistra. Il coordinamento degli ambientalisti ha espresso da tempo il suo dissenso e può rivendicare una pluriennale attenzione al problema, che è garanzia per il futuro di questa città: che siano due, dieci o cento associazioni. Del parcheggio, il consiglio comunale si è occupato in innumerevoli sedute, dibattendo sull´impatto, i numeri, i cantieri. I giornali cittadini ne hanno dato conto, riducendo via via lo spazio su una decisione delicatissima, ma alla fine accettata, con l´astensione dell´opposizione e dei Comunisti italiani. Se ne parla da almeno due anni, il parcheggio è stato illustrato almeno quattro volte in Consiglio Comunale e in Commissione. Arriva ora un appello con firme di peso, che chiedono di ragionarci ancora su. Forse fuori tempo massimo.

Di sicuro, la piazza San Carlo del 2003 non fa onore alla città: il giorno è piena di auto, la sera è paralizzata, l´imbuto verso via Roma è infernale. Bisognerebbe ripeterlo ogni giorno: anche oggi piazza San Carlo consegnata alle auto è un´offesa a Torino, bisogna scegliere. Perdiamoci ancora del tempo, ma facciamo gli straordinari. Che la storia di piazza San Carlo non diventi simile a quella di piazza Vittorio, eterno cantiere, eterna incompiuta.

Giuseppe Sangiorgio

 
 
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