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Torino - 17 maggio 2003
 
 
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12.03.2003 - L'effetto Olimpico arriva nelle cucine degli "Alberghieri"
DIMINUISCONO i consensi per gli istituti tecnici commerciali e industriali, aumentano gli iscritti ai licei classici (in città) e scientifici (fuori, in particolare). Ma crescono soprattutto in Torino e provincia gli studenti degli istituti professionali alberghieri. La scuola che prepara cuochi, camerieri e receptionist trova sempre più consensi. Tanto che in città tre anni fa, allo storico «Colombatto» di via Gorizia - oltre mille studenti, 140 docenti e 60 Ata - si sono aggiunti i corsi del «Giolitti» (fino ad allora solo professionale per i servizi commerciali e turistici) e, dal 2001, quelli del «Beccari» (Arte Bianca).

«L´effetto 2006 determina un picco. Ma in realtà il boom era incominciato prima. Probabilmente diminuirà, com´è accaduto con gli odontotecnici negli Anni 70», dice l´assessore al Sistema Educativo della Provincia, Gianni Oliva. «Certo, c´è il fascino di un lavoro con meno routine rispetto a quelli impiegatizi». La preside del «Colombatto», Vincenza Pisciotta, aggiunge: «Il lavoro, per chi ha voglia di imparare e di fare, è assicurato. Riceviamo moltissime richieste: ci stiamo attrezzando per fornire, su Internet, un servizio per far incontrare domanda e offerta». Per ora funziona la vecchia bacheca. «Io lavoro già nei fine settimana e nelle vacanze in un ristorante in collina. L´ho trovato attraverso la scuola - racconta Sara Di Gerardo.- Ho iniziato al classico, ma ho scoperto in fretta che non faceva per me: troppo difficile e poi non mi piaceva l´ambiente». Una scuola che viene scelta persino da studenti di altre province, disposti a fare i pendolari, spiega la preside-manager.

Tra i ragazzi di III in divisa blu, intenti a preparare il buffet dei cocktail sotto la supervisione dell´insegnante «di sala» Teresina Depetris, Simone Santovito racconta il suo essere figlio d´arte. «Sono qui perché i miei genitori hanno un bar. Nel tempo libero li aiuto. Lo stage l´ho fatto al Cambio e di tanto in tanto ci ritorno a far pratica». Marco Morimando: «Il lavoro in sala fa per me: mi è sempre piaciuto stare a contatto con la gente». In cucina i ragazzi superano nettamente per numero le ragazze. Fino a 15 anni fa, d´altra parte, l´Alberghiero era una scuola quasi esclusivamente maschile. Jessica Baravalle è l´eccezione, attivissima con i compagni e il professore a preparare un grande vassoio dove troneggia uno stinco arrosto guarnito con una quantità di verdure preparate nei modi più diversi. «Amo cucinare - racconta -, è un´attività creativa, libera, anche se molto pesante. Quando ho scelto questi studi, ho messo in conto il sacrificio che comporta lavorare quando gli altri si divertono».

Jessica ha anche dovuto convincere i genitori della bontà della sua scelta. Ora deve continuare con i compagni. «Una ragazza in cucina viene ancora guardata in modo un po´ strano». Daniel D´Angelo: «A tre anni per Carnevale ho voluto travestirmi da cuoco. La mia è la passione della vita. Vissani? Non è il mio ideale. Io voglio essere più preparato culturalmente. E poi credo che il suo aspetto sia poco curato per il lavoro che fa». Daniel è stato molto colpito dal suicidio del cuoco che aveva perso una stella Michelin... Stefano Marchiò è in II e ha scelto di prendere la qualifica in «cucina»: «Non mi affascinano i grandi cuochi che vanno in televisione. Mi interessa imparare bene, lavorare e assicurarci un futuro». Denis Fabiani è entusiasta: «E´ un modo di studiare movimentato. Qui non ci si annoia mai». In un´altra grande cucina, i ragazzi di V stanno sfornando i piatti per l´esame della «Terza Area», il percorso parallelo a quello della scuola di Stato che in IV e V viene gestito dalla Regione. «Nel biennio che porta al diploma lo studio diventa più teorico - spiega la professoressa Pisciotta - per questo la Terza Area impostata sulla pratica è molto importante. Poi, continuiamo a coinvolgere i ragazzi con i servizi che realizziamo per enti e istituzioni pubbliche».

Un esempio? Giovedì 20, ore 19 e 21, alla Fondazione Accorsi, per «CioccolaTò» il «Colombatto» si esibirà in una cioccolata calda con dolcetti da ricette del `700. Una curiosità: nell´ambito dei numerosi scambi che l´Alberghiero di via Gorizia ha in corso con scuole straniere, una volta l´anno una delegazione va a Manosque, in Provenza. «In Francia gli Alberghieri aprono al pubblico il loro ristorante: per gustare i nostri piatti, il pubblico si prenota con un anno d´anticipo».

Maria Teresa Martinengo

 
 
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