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Torino - 27 maggio 2003
 
 
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12.03.2003 - L'invasione degli schermi
Troppi schermi in città. E´ quanto sostengono gli esercenti locali: con le numerose aperture dello scorso anno (Fratelli Marx, Alfieri, Massaua, i multiplex Pathé Lingotto e Medusa Multicinema) Torino è ora nell´elenco delle città italiane con più cinema, seconda con i suoi 79 schermi di prima visione soltanto a Roma (irraggiungibile con 212) mentre ne ha ben diciassette in più di Milano. Ma i dati delle presenze, anche se discreti, non soddisfano: nel periodo natalizio si è registrato un incremento di biglietti venduti del 28 per cento rispetto allo scorso anno, a gennaio e febbraio la percentuale si è assestata sul 14 per cento. «In rapporto al numero di schermi - rileva Roberto Morano, segretario dell´Agis Piemonte - non c´è stato un aumento di spettatori proporzionale. Le prospettive non sono confortanti: si prevede l´apertura di altri schermi in area metropolitana (otto al Delle Alpi, quindici a Settimo, sedici a Moncalieri), i film di forte impatto in estate continuano a non uscire». Conferma Luigi Boggio dell´Ideal, uno dei pochi locali che reggono la concorrenza: «Il mercato va bene, i cinema vanno male. L´affluenza complessiva ora si divide su troppi schermi e i risultati mensili delle varie sale sono prevalentemente negativi».

«Le cifre sono indiscutibili - sottolinea Lorenzo Ventavoli, studioso di cinema e proprietario dell´omonimo circuito di sale -. Il pubblico aumenta ma non in maniera tale da coprire le spese: si prefigurano, quindi, alcune chiusure. Fortunatamente il cinema d´autore si difende bene, come dimostra l´interesse per "La finestra di fronte", ed è il meno soggetto anche all´attuale crisi dei consumi». «Quanto sta avvenendo - dice Amedeo Reposi, titolare dell´assai frequentata multisala di via XX Settembre - era purtroppo previsto. Fondamentali sono i film: ora puntiamo su "8 mile" con Eminem, mentre continua l´inaspettato successo di "The Ring". Temiamo, tuttavia, che lo scoppio della guerra possa influire negativamente: di solito la gente ha meno voglia di divertirsi e rimane a casa a vedere la televisione». Dichiara Edoardo Gazzera della Giac: «Il mercato è stato ristrutturato a costi improponibili mentre il pubblico continua ad essere abbastanza indifferente nei confronti del cinema. Per quanto riguarda i nostri Lux, Doria ed Etoile il centro cittadino è stato danneggiato dall´amministrazione pubblica: chiusure al traffico, parcheggi sempre più limitati».

Situazione analoga per la multisala Ambrosio: «Nonostante il cantiere della metropolitana e il conseguente problema del parcheggio - dice il direttore Alberto Punesi -, abbiamo avuto una leggera ripresa in febbraio. L´eccessiva spartizione dei film in più sale non ci favorisce». Torino oggi è la città italiana con più schermi proporzionalmente al numero di abitanti e la crisi che sta investendo alcune aziende dipende, secondo gran parte degli addetti ai lavori, dall´apertura dei multiplex, cioè di quei luoghi di divertimento (il primo è stato il Warner Village a Beinasco) che raccolgono in un unica sede parecchie sale moderne, bar, ristoranti, negozi, spazi per i giochi. «Strutture come la nostra - dichiara Alberto Pace, direttore del Pathé Lingotto - hanno portato al cinema gente che da tempo non andava a vedere un film su grande schermo e sono quindi utili all´intero sistema». I torinesi vanno prevalentemente al cinema il sabato, la domenica (giornata leader nelle presenze, nelle ultime settimane superiori alle 20 mila) e, a causa del biglietto d´ingresso ridotto, il lunedì (anche se i 9.613 tagliandi venduti due giorni fa non sono molti). Negli altri giorni feriali, invece, alcune sale potrebbero tranquillamente non aprire: dodici, quindici, venti, trenta spettatori in tutto il giorno, anche se in programmazione hanno il successo del momento «The Ring» o il pluricandidato all´Oscar «Chicago».

Daniele Cavalla

 
 
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