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Torino - 27 maggio 2003
 
 
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13.03.2003 - Villaggio, fatti più in là
Nel giorno in cui la Camera approva definitivamente la riforma della legge sulle Olimpiadi, con l´assegnazione di due nuovi vicedirettori per l´Agenzia guidata da Mimmo Arcidiacono (sono l´ex dirigente Fiat Mario Piovano e il prefetto Giuseppe Amelio), un nuovo cambiamento di programma rimette in gioco alcune scelte che parevano definitive: nell´area degli ex Mercati generali ci sarà solamente il Villaggio per 2500 atleti e non verrà più realizzato quello per 1100 giornalisti. Una delle sei strutture per accogliere gli operatori dell´informazione verrà realizzata sulla cosiddetta «spina 3», tra corso Mortara, via Livorno e via Orvieto. È la conseguenza della decisione della giunta di venerdì scorso che all´Agenzia (che entro l´8 marzo doveva dare una indicazione ai vincitori del concorso internazionale per gli ex Mercati generali) ha chiesto di non dare il via alla progettazione per il villaggio media nel Moi. E ieri, con l´annuncio delle nuove scelte, una lettera è stata inviata ai vertici del Toroc.

Qual è il motivo del cambio di rotta, che al Toroc non è stato per nulla gradito? «È tutto legato al progetto della Città della Salute- spiega l´assessore ai Giochi Elda Tessore - e al protocollo che contiamo di siglare con Regione, Università e forse il Governo per il riutilizzo post-olimpico. La zona che doveva accogliere gli alloggi per i giornalisti viene connessa a quella delle ex Dogane in modo da creare una grande area nella quale , dopo i Giochi, potrà svilupparsi il nuovo ospedale». Così una parte di giornalisti (collocati anche al Bit, a Villa Claretta di Grugliasco, nell´ex area Italgas di corso Regina Margherita, in via Pier Carlo Boggio e nell´ospedale militare di corso IV Novembre) troverà ospitalità nelle strutture di «spina 3». Che erano state indicate tempo fa come villaggio media, dopo che l´Agenzia aveva già sondato la possibilità fra alcuni operatori privati. L´ipotesi era stata accantonata. Ora il progetto torna in primo piano, con due pool di costruttori (uno guidato da Rosso, Dega, Zoppoli e Pucher, l´altro dalla Cooperativa Valdocco) disponibili a costruire i 1000 alloggi in più per i giornalisti.

Un´operazione che i vertici del Toroc accettano , pur mugugnando. Il cambio di programma di Comune e Agenzia è vissuto come un´imposizione («non c´è stata un´adeguata discussione»). Ma in un panorama di «tempi strettissimi» si vuole evitare una nuova polemica, che potrebbe allungare i tempi di realizzazione. Ma con il Comune ci sono altri aspetti da chiarire: il famoso supermercato che il Torino calcio realizzerà nell´area delle arcate del Moi, potrà creare ostacoli all´attività del Villaggio Olimpico? «Assolutamente no- assicura l´assessore all´urbanistica Mario Viano- Nel protocollo verrà indicato chiaramente che nei quindici giorni dei Giochi, quell´attività sarà ferma».

Nel frattempo tutti i soggetti coinvolti plaudono al via libera di ieri alla nuova legge per le Olimpiadi, che accelera le procedure, dà la certezza su 1.400 milioni di euro anche per le opere connesse. Sono soddisfatti il presidente regionale Enzo Ghigo, il sindaco Chiamparino, la presidente provinciale Mercedes Bresso, il presidente del Toroc Valentino Castellani, il viceministro Ugo Martinat, i parlamentari piemontesi, il responsabile dell´Agenzia, Mimmo Arcidiacono. Unica voce fuori dal coro: la verde Laura Cima. «È stato un colpo di mano: in un solo giorno sono passati 17 articoli. Gli affari hanno fatto carta straccia del buon senso e della democrazia». Ribatte il forzista Osvaldo Napoli: «Sono polemiche strumentali». Ieri, infine, si è chiusa la conferenza dei servizi per dare il via ai lavori per l´impianto di bob a Cesana. Per un altro dei nodi da risolvere (il Palavela), l´Agenzia ricorda di essere in attesa di una lettera della Soprintendenza ai beni architettonici, che sarà valutata con il Toroc, il Comune e i progettisti per gli ultimi aggiustamenti.

Gino Li Veli

 
 
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