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Torino - 28 maggio 2003
 
 
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13.03.2003 - Come vendere all´estero la città delle Olimpiadi
Accanto alle valigie, scatoloni pieni di dépliant. In borsa diapositive e grafici. Per una missione che è anche una scommessa, promuovere la nostra città in Europa, la delegazione di Turismo Torino parte così: guardaroba ridotto all´essenziale ma cartelle piene di biglietti da visita, cartine colorate, mappa dei musei. Tanti ami lanciati nel grande mare del turismo internazionale - di questi tempi costretto in assai basse maree - per creare contatti, conquistare i giornalisti delle testate europee, attrarre turisti in città, farli innamorare dei portici o dell´arte moderna, dei barbareschi locali o del barocco nostrano. Ultima destinazione Berlino, dove ieri si è chiuso l´Itb, una delle più importanti fiere annuali di turismo internazionale. Nel ruolo di globetrotter della promozione il presidente di Turismo Torino Livio Besso Cordero, il direttore Josep Ejarque, la responsabile della promozione Paola Musolino e la sua assistente Alessandra Tormena da gennaio a oggi non hanno perso una sola occasione per raccontare fuori e dentro i confini italiani che Torino val bene un fine settimana, che i migliori architetti del mondo la stanno trasformando, che le Olimpiadi del 2006 sono una sfida che la città non intende perdere.

Prima della capitale tedesca la città ha cercato consensi a Utrecht, Roma, Madrid, Milano, Monaco, Parigi, Vienna. L´obiettivo è sempre lo stesso, le parole ogni volta sono diverse, adattate allo spirito del posto, al portafoglio, alle preferenze in tema di mezzi di trasporto e pernottamento. A Berlino il compito non era facile, il mercato è in crisi e il turismo è il primo settore a risentirne. Ciò nonostante i tedeschi amano il Piemonte, ne apprezzano forme e sapori e volentieri verrebbero da queste parti per tastare con mano. I dati dello scorso anno, ha ricordato Italo Somariello, il presidente dell´Enit tedesca, l´ente nazionale del turismo italiano, raccontano che le affinità elettive esistono, 317 mila arrivi dalla Germania, 31 mila dall´Austria, 99 mila dalla Svizzera, 1 milione 245 mila pernottamenti di nazionalità tedesca, 92 mila austriaca, 255 mila svizzera.

La conferenza stampa in fiera a Berlino è stata una conferma. Quaranta le testate presenti, numerose le domande. Curiose come quella su cosa ne era stato del vigile del fuoco che aveva portato in salvo la Sindone, o più specialistiche come quelle sui numeri delle Olimpiadi. Alla prima ha risposto Ugo Perone che dirige l´istituto di cultura tedesca a Torino, venuto a dare una mano per fare pubblicità alla sua vecchia città. «Cosa direi di Torino? - ha detto in perfetto tedesco - che è una città elegante, raffinata, una vera capitale. È facile arrivare all´altare, il difficile resta creare le occasioni per l´innamoramento». Al secondo quesito ha risposto il responsabile comunicazione del Toroc Andrea Varnier che ha elencato numeri, presentato finalità e strategie a lungo termine.

Prima del risotto ai formaggi e di un assaggio di vini locali offerti dalla Regione Piemonte, a tutti i giornalisti presidente e direttore di Turismo Torino hanno lanciato un messaggio: «Torino è un´Italia diversa da quella che si immagina. Scopritela e non ne sarete delusi». Detto fatto. Rossella Di Mola, giornalista di Adesso, una rivista in italiano dedicata agli amanti del Bel Paese ha preso nota di tutto e ha fatto una promessa: «Abbiamo dedicato un numero al cioccolato. Il prossimo sarà per Torino capitale dell´arte contemporanea».

Sara Strippoli

 
 
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