contatti english version Associazione Chiamparino.wav
 
Torino Internazionale  


 
 
Torino - 28 maggio 2003
 
 
Sistema Internazionale
Governo metropolitano
Formazione e ricerca
Imprenditorialità e occupazione
Cultura,Turismo,Commercio e Sport
Qualità urbana
Tamtam
Eco dalle città
Calendario
Associazione
 
 
 
home | Cultura, turismo, commercio e sport | Rassegna stampa
 
 
 
 
14.03.2003 - "A Torino la sede della televisione culturale"
«Il polo culturale alla Rai di Torino», della proposta si fa promotore il presidente del consiglio regionale, Roberto Cota. In soldoni, significa: ottenere in via Verdi 16 la direzione e la realizzazione del palinsesto di Rai Educational; garantire il pieno utilizzo degli studi radiofonici di via Verdi 31 con particolare riferimento a Radiotre; rafforzare le produzioni del centro tv di via Verdi 16 con trasmissioni concordate con la sede di Milano, ovviamente nella logica che Raidue sia definitivamente assegnata al capoluogo lombardo.

E´ un passo rilevante dopo mesi di dibattito locale sull´incerto futuro della Rai torinese, visto il calare delle produzioni e il crescente interesse degli amministratori romani a vendere gli immobili all´ombra della Mole, magari per reinvestire il ricavato in raddoppi delle sedi Saxa Rubra, a Roma, e di corso Sempione, a Milano. Da un paio d´anni il centro di produzione non ha più il direttore in via Verdi 16, quello attuale, infatti, Lorenzo Vecchione è ad interim e ha l´ufficio nella capitale. Da cinque anni l´auditorium è chiuso per lavori di ristrutturazione: l´Orchestra Sinfonica Nazionale deve fare le prove all´ex Arsenale della pace e suonare al Lingotto, con uno spreco annuo di circa un milione di euro. E´ stata sospesa «Parola mia» di Luciano Rispoli, è stata conclusa la fiction «Cuori rubati», si registra «Limiti show», ma a mezzo servizio, si è riusciti addirittura ad appaltare alla Rai di Milano anche la scelta del pubblico, arrivano in pullman dalla Lombardia già belli e vestiti.

Dopo tante riunioni di comitati, di sindacati, solleciti di intellettuali, compresi quelli pubblicati da La Stampa, le amministrazioni locali hanno accolto la richiesta di un incontro collegiale per venerdì 28 in Regione. I presidenti della giunta piemontese Enzo Ghigo, della Provincia Mercedes Bresso, il sindaco di Torino, Sergio Chiamparino, parleranno con forze culturali, economiche e sociali in funzione del futuro Rai.

Con la mossa di ieri il presidente del consiglio regionale, Cota, ha anticipato tutti. Come Umberto Bossi si batte per la tv del servizio pubblico nel Nord Italia, lui, Cota, il numero 1 del Carroccio piemontese, ha posto la questione della Rai del Nord-Ovest. La strategia leghista ha fondamento nel progetto federalista e trova sostegno nell´alleanza di ferro con Forza Italia. Non a caso il secondo firmatario dell´appello è il presidente del governo Enzo Ghigo, poi tutti i parlamentari azzurri, gli assessori, i consiglieri regionali, comunali. Hanno aderito anche due consiglieri regionali del Cdu (Sergio Deorsola e Rosa Anna Costa) e i radicali Bruno Mellano e Carmelo Palma. Del centro-destra mancano le presenze di An e del Ccd. Un po´ la fotografia della divisione nazionale.

La lettera di Cota sarà inviata ai membri del nuovo consiglio di amministrazione Rai e, per conoscenza, ai presidenti di Camera e Senato, al ministro per le Comunicazione e alla commissione di Vigilanza. «Il centro di produzione torinese deve essere ricompensato dopo anni di spoliazioni - spiega Cota -: qui sono state perse migliaia di posti di lavoro. L'azione di riequilibrio è realizzata anche con scelte strutturali per Torino». Cota chiede anche «la salvaguardia dell'Orchestra Rai, oggi penalizzata dalla mancata ristrutturazione dell'Auditorium di via Rossini».

Davanti a tutto questo, però c´è la condizione-Bossi: «Naturalmente - precisa il presidente del Consiglio regionale - si devono seguire le indicazioni della delibera del cda Rai uscente che, con il trasferimento di Rai 2 a Milano, prevede un lavoro in sinergia con il centro di produzione di Torino, in modo da creare un sistema produttivo del Nord, articolato sui due storici centri che hanno sede nella prima e seconda regione per corresponsione del canone radiotelevisivo». Nel contempo, dunque, la Lega Nord ha un obiettivo per il territorio e uno politico. C´è di che discutere. I Ds, ad esempio, hanno convocato una riunione per lunedì sera, al Circolo Garibaldi, ci sarà anche il responsabile nazionale per l´Informazione, Fabrizio Morri.

Luciano Borghesan

 
 
 ©2002. Tutti i diritti sono riservati.