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Torino - 28 maggio 2003
 
 
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14.03.2003 - A Venaria il centro del linguaggio
Se n´era andato nel novembre del 2001, quando uno scarno comunicato della Einaudi annunciò all´improvviso le sue dimissioni per ragioni personali e di salute. Per un po´ di tempo era rimasto in disparte. Ora Vittorio Bo, già amministratore delegato della casa editrice dello Struzzo, è ritornato a Torino con progetti piuttosto ambiziosi. Innanzitutto ha fondato una sua società, che si chiama Codice, e si è messo subito a lavorare ad alcune iniziative culturali, di concerto con le istituzioni pubbliche piemontesi. Una di queste, la più rilevante, riguarda il futuro della Reggia di Venaria Reale, il cui restauro è ritenuto tra i più considerevoli d´Europa per finalità e investimenti. A tale proposito, l´ex general manager di via Biancamano sta elaborando un studio di fattibilità che prevede la creazione nel complesso sabaudo di un centro polivalente di ricerca dedicato alla lingua e al linguaggio. C´è inoltre l´ipotesi di collocare nelle ex scuderie alfieriane, i cui spazi sono stati ricreati dall´architetto Piero Derossi, anche la sede per il nord Italia della prestigiosa scuola di restauro di Firenze.

Il progetto, che presto sarà sottoposto all´attenzione dei vertici del settore dei beni culturali della Regione, è dunque quello della costruzione di una «Città della parola e del linguaggio» (è peraltro la denominazione esatta dello studio di Codice), che racconti «l´uomo attraverso la comunicazione e la lingua grazie ad archivi, reperti, testimonianze»: quasi una cittadella multimediale e interdisciplinare. In questo ambito potrebbe essere ospitata la Fondazione per la lingua italiana che la Utet, sulla scorta della ricca documentazione letteraria servita per compilare il Grande Dizionario Battaglia, intende promuovere. Che il lavoro di Bo e dei suoi collaboratori, tra i quali c´è Maria Perosino, studiosa d´arte ed ex redattrice dell´Einaudi, sia a buon punto, lo dimostra il sopralluogo che è stato fatto recentemente a Venaria.

L´archeologo e consigliere culturale della Presidenza della Repubblica Louis Godart, l´italianista Carlo Ossola, il direttore del Teatro d´Europa-Giorgio Strehler Sergio Escobar, oltre allo stesso Bo, all´assessore regionale alla Cultura Giampiero Leo, al sovrintendente Lino Malara e ai critici e scrittori Marco Belpoliti e Stefano Bartezzaghi, hanno visitato la Reggia proprio con lo scopo di saggiare sul campo il progetto dell´ex amministratore delegato dello Struzzo, per verificare se sia questo il posto più adatto per ospitare il centro di ricerca sulla lingua e sulla linguistica. Il responso si avrà tra qualche settimana.

In ogni caso le attività della società Codice, la cui sede è nel cuore di Torino, in un bel palazzo di via Carlo Alberto, non si esauriscono con il piano pensato per la residenza di Venaria Reale. Bo è presente pure nella commissione che sta tracciando le linee guide per il bando internazionale di concorso per la risistemazione nella sede attuale del Museo Egizio torinese, che dovrebbe essere pronto tra pochi giorni, forse già lunedì. In cantiere, quindi, c´è il prossimo Festival della Scienza che si terrà a Genova. Ma probabilmente il sogno che Bo coltiva con maggiore passione riguarda il suo vecchio amore, vale a dire l´editoria, un settore nel quale ha avuto parte attiva nella crescita della piccola e raffinata casa editrice ligure Il Melangolo e poi con la lunga e felice esperienza alla guida dell´Einaudi.

Il manager genovese vorrebbe infatti aprire a Torino una casa editrice di cultura tutta sua. E in questa direzione aveva cercato, non molto tempo fa, di rilevare dallo Struzzo il pacchetto azionario delle Edizioni di Comunità, non più ritenute strategiche da via Biancamano e dalla Mondadori. Qualcosa si era mosso, l´operazione sembrava potere andare in porto. Alla fine, però, l´Einaudi ha deciso di assorbire l´autorevole marchio editoriale inventato da Adriano Olivetti negli anni d´oro dell´azienda di Ivrea, facendo così sfumare l´obiettivo che Bo si era prefissato. Non per questa ragione, tuttavia, ha messo in soffitta il suo sogno di carta. Anzi, l´idea va avanti e potrebbe dare quanto prima i suoi frutti.

Massimo Novelli

 
 
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