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14.03.2003 - Radio&Rai;, linea comune
«L´accordo siglato anni fa da Castellani, Bresso e Ghigo con il presidente Zaccaria per il rilancio della sede Rai di Torino è sostanzialmente fallito, anche per i continui cambi ai vertici della televisione pubblica. Quindi io propongo che gli enti locali, voi e tutti coloro che sono interessati si mettano attorno a un tavolo per definire una nuova piattaforma che parta dell´idea che il rilancio della sede Rai torinese non può riguardare solo la sede della radio, ma l´intera struttura di produzione. E con questa piattaforma andare di nuovo a trattare con i vertici della Rai per un nuovo protocollo d´intesa». È la proposta che il sindaco Sergio Chiamparino lancia al termine dell´incontro con il comitato che si oppone all´acquisto da parte del Comune di Torino del palazzo della radio in via Verdi.

Due ore fitte di confronto con il comitato, che riunisce docenti universitari, attori, registi, orchestrali e semplici cittadini (sono oltre 700 i firmatari dell´appello). Alla fine, il commento è questo: «Eravamo stati noi a premettere che qualsiasi discussione su argomenti specifici come la radio o l´orchestra doveva essere preceduta e inquadrata in un discorso sul rilancio della sede Rai nel suo insieme. La nostra proposta è stata recepita. E c´è disponibilità reciproca a lavorare insieme per rilanciare il settore della comunicazione che a Torino ha grandi potenzialità. Il metodo deciso va bene, ma prima di dirci soddisfatti aspettiamo di vedere qualcosa di concreto».

Chiamparino comunque ha già fatto una prima offerta alla Rai: «Noi siamo sempre interessati ad acquistare il palazzo. Ma intendiamo mantenere lì le produzioni radiofoniche che, anzi, guadagneranno spazio perché l´orchestra Rai dovrebbe tornare nella sua sede naturale che è l´Auditorium. Nell´altra parte dell´edificio contiamo di collocare il museo della Radio e della Televisione collegati al museo del Cinema. Ma alla Rai facciamo un´ulteriore offerta: dopo aver acquistato il palazzo non le chiederemo un canone di affitto per gli studi. In cambio chiediamo che la Rai produca e meta in onda programmi da Torino e con ideazione e realizzazione fatta dalle forze culturali torinesi e piemontesi».

E sulla vicenda del polo Rai a Torino è intervenuto ieri anche il presidente del consiglio regionale Roberto Cota che in una lettera firmata da tutti gli eletti di Lega e Forza Italia in Piemonte (compreso il presidente Enzo Ghigo) e indirizzata al nuovo cda dell´azienda chiede che venga collocata a Torino la sede di Rai Educational e il pieno utilizzo degli studi radiofonici di via Verdi, con specifico riferimento alle produzioni di Radio 3. Chiede inoltre che nell´ambito del trasferimento di Rai 2 a Milano, risulti garantita una quota di produzioni per il centro subalpino e che sia salvaguardata l´Orchestra Nazionale della Rai, oggi penalizzata dalla mancata ristrutturazione dell´Auditorium di via Rossini.

Marco Trabucco

 
 
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