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15.03.2003 - Tregua Comune-Toroc
I sorrisi sono tirati e di circostanza. E sui volti, per nulla distesi, s´intravedono i segni di una discussione che è stata tutt´altro che accademica. Quando, dopo le 15, dopo un vertice di ben tre ore il sindaco Sergio Chiamparino, gli assessori Elda Tessore e Renato Montabone, con il presidente del Toroc Valentino Castellani, il direttore Giorgio Rota e il suo vice Marcello Pochettino si presentano ai cronisti per illustrare l´esito della riunione (al quale hanno partecipato pure il vicepresidente Toroc Rinaldo Bontempi, il direttore dell´Agenzia olimpica Mimmo Arcidiacono, vari direttori del comitato organizzatore, gli assessori Mario Viano e Paolo Peveraro) s´intuisce che il confronto è stato ricco di asprezze. Ma alla fine forse veramente utile come dicono Castellani e Chiamparino. Utile soprattutto per rimuovere quel carico di malintesi e accuse reciproche di scarsa considerazione delle rispettive necessità che da almeno un mese segnano i rapporti tra Comune e Toroc. C´è la pace, almeno fino al prossimo incidente. Ad originare la riunione è stata l´ultima scelta della giunta di spostare sulla Spina 3 (tra via Livorno, via Orvieto, corso Mortara) quel migliaio di posti del villaggio per i giornalisti previsti accanto al Villaggio olimpico negli ex Mercati generali. Una decisione improvvisa e non concordata secondo il Toroc e che fa nascere più di un´incertezza su quali sono i veri obiettivi del Comune sull´ex Moi e sui tempi di realizzazione della «casa olimpica» nell´area di via Giordano Bruno. Alzando la voce, recuperando lettere protocollate e fax, dirigenti e assessori spiegano che le critiche sono ingiuste: «Non è stata una scelta improvvisa ma finalizzata al bene pubblico. Non si perdono dei posti per giornalisti. Su Spina 3 era già prevista la costruzione di un migliaio di alloggi. Si tratta di costruirne altri mille, dopo che un´altra fetta consistente andrà nell´ex ospedale militare». Osserva Castellani. «Il Comune può fare tutte le scelte che vuole ma deve tenere in considerazione tre nostre necessità: tempi, costi e posti per atleti e giornalisti vanno rispettati».

Il sindaco offre tutte le garanzie: «È certo che queste sono le priorità. Lo spostamento del villaggio media dal Moi nasce dalla necessità delle Regione di aver più spazio per il nuovo insediamento ospedaliero per la Città della Salute. Tra lunedì e martedì, con l´assessore Mario Viano verificheremo con le due cordate di costruttori la disponibilità a realizzare i mille alloggi in più (con parte dei fondi della legge 285) sulla Spina 3». Appartamenti che saranno affittati dal Toroc e riutilizzati finiti i Giochi. Discussione anche anche sull´altro nodo preoccupante per il Toroc: il supermercato che il Torino calcio dovrebbe costruire nelle arcate del Moi, dove è previstop il centro accrediti. «Non ostruirà l´attività del Villaggio olimpico -assicura Chiamparino- Già a ottobre 2005 quello che ci sarà, verrà sospeso e sarà tutto al servizio delle Olimpiadi».

Il vertice è occasione per esaminare altri punti dolenti: il Comunale, ad esempio, che deve essere utilizzato per le manifestazioni di apertura e chiusura dei Giochi: «A fine aprile - spiegano Tessore e Montabone- il Torino calcio presenterà il progetto di risistemazione. A luglio potranno cominciare i lavori, che si concluderanno nell´autunno 2005. Non ci sarà una copertura completa, come ha richiesto il Cio». E nessun problema sembra esserci pure per il Palavela, nonostante le osservazioni della Soprintendenza ai beni artistici al progetto di risistemazione di Gae Aulenti: « Ne parleremo con il Provveditore alle opere pubbliche. Il Palavela non è un bene vincolato» spiega Sergio Chiamparino. Tutto risolto allora? Non c´è il rischio che si allunghino ancora i tempi di costruzione degli impianti? Che lievitino i costi? «Sono tutti problemi di ordinaria amministrazione che possono trovare una soluzione. I tempi sono ristretti, bisogna lavorare per risolverli. Il budget è sotto controllo» dicono Chiamparino e Castellani, finalmente sereni.

Gino Li Veli

 
 
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