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19.03.2003 - Vicina l´Authority sull´alimentare
Torino è a un passo dalla sede dell´Autorità nazionale della Sicurezza Alimentare. Purtroppo le pretese europee di Bruxelles rischiano di renderle la strada più in salita; ma le probabilità restano molte e si cercherà di rafforzarle con un convegno che si terrà nella nostra città venerdì e sabato. Cosa c´entra Bruxelles con Torino? La capitale belga vuole l´Agenzia Europa (attenzione: la sede europea, non nazionale) Alimentare. Sembrava fatta per Helsinki e Parma, grazie all´ipotesi di accordo tra il premier finlandese Paavo Lipponen e il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi sulla suddivisione delle competenze (a Parma il controllo sui prodotti Doc, a Helsinki il comparto Sanità); invece, il commissario europeo alla Sanità David Byrne ieri è intervenuto per inserire Bruxelles quale «sede più adatta: è un posto centrale per chi deve gestire i rischi».

Anche Parma ha qualcosa da ridire, non le va bene essere seconda: il ministro della Salute Girolamo Sirchia ha bocciato l´idea di frammentare l'Authority alimentare. «Fare dei rabberci - ha spiegato il ministro criticando di fatto l´idea del presidente a Berlusconi e del premier finlandese -, dei compromessi non mi sembra la soluzione migliore per i cittadini. Mi auguro che ci sia un pensiero rivolto più ai bisogni della gente che non a quello degli Stati». Contrasti che, indirettamente, complicano le cose per Torino. Il Piemonte ha caratteristiche forti nel settore alimentare: al Lingotto si svolge uno dei più importanti saloni internazionali. Per l´Europa Alimentare con Parma, era in gara e anche con Verona. Ma era stata lungimirante: c´era la consapevolezza della difficoltà di spuntarla nel continente e, dunque, un anno fa era sorto il Comitato Promotore per l´Autorità Nazionale della Sicurezza Alimentare. Con Parma accontentata per il Doc europeo, per Torino sarebbe stato più semplice avere la sede nazionale della Sicurezza alimentare sotto la Mole: «Resterebbe solo la concorrenza di Verona - osserva Giorgio Diaferia uno dei promotori del Comitato - , ma confido sul fatto che il Piemonte ha validi titoli perché le sia riconosciuto l´incarico nazionale».

Anche l´Associazione Italiana per l´Agricoltura Biologia appoggia la candidatura e sollecita il governo a decidere. Proprio per presentare qualità, esperienze e competenze del territorio a ospitare quest´attività il Comitato ha organizzato per venerdì e sabato le Giornate sulla Sicurezza Alimentare, si terranno, venerdì ore 8,30, al Centro incontri di corso Stati Uniti 23 e, sabato ore 9, a Grugliasco presso il Campus Universitario della facoltà di Agraria in via Leonardo da Vinci 44. Interverranno, tra gli altri, il presidente del Comitato Giorgio Gilli, docente di Igiene presso la Facoltà di Scienze di Torino, il direttore dell´Arpa, Enrico Garrou, il preside della facoltà di Medicina Veterinaria, Carlo Girardi, e il direttore della Sanità pubblica regionale, Mario Valpreda. Si dibatterà su «Sanità pubblica, produzione e distribuzione», il mondo scientifico e i consumatori si confronteranno su un patto sulla sicurezza alimentare. Sabato, in particolare, si parlerà di educazione alimentare, di sicurezza per i bambini nei pasti a scuola. La candidatura di Torino è sostenuta dai parlamentari piemontesi, dai presidenti della Regione, Enzo Ghigo, della Provincia di Torino, Mercedes Bresso, dal sindaco Sergio Chiamparino.

Un anno fa per iniziativa del presidente del gruppo dei ds alla Camera, Luciano Violante, e del deputato di Forza Italia, Guido Crosetto, fu creata una lobby trasversale per lanciare la candidatura di Torino. Fu subito organizzato il Comitato di cui si è detto anche con l´ausilio di Daniele Cantore, presidente della Commissione Ambiente del Consiglio regionale, e di Giuseppe Vallone, senatore della Margherita. Si scommette sulla costruzione di un sistema a rete con Università, sul settore agricolo, sulle iniziative di Slow Food, sull´attività dell´Arpa e dell´Istituto zooprofilattico. L´Agenzia potrebbe essere ospitata nel parco di Stupinigi, nel fabbricato settecentesco che un tempo ospitava i granai e in un edificio di nuova costruzione. Ci vorranno 24 mesi e una spesa di 20 milioni di euro per realizzare l´opera che dovrebbe ospitare un´unità operativa formata da almeno trenta persone.

Luciano Borghesan

 
 
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