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19.03.2003 - "Cercare lavoro in chiave 2008"
Dottor Giuliano Lengo, il Piemonte sembra aver scoperto la Cina: è davvero così?
«La Cina è un mercato imprescindibile. Dove non ci si può non essere. Ma è anche un mercato difficile da conquistare, dove serve più che in ogni altra parte del mondo pianificare. Di più: è un posto dove è meglio essere accompagnati. L´istituzione è considerata tantissimo».

Un Paese insomma dov´è difficile sbarcare da soli. Forse per questo le piccole aziende incontrano più difficoltà delle grandi? «È accaduto spesso che società si rivolgessero a noi per chiederci aiuto dopo aver fallito il tentativo in proprio. D´altronde la macchina organizzativa cinese è così complessa che anche per spedire un pacco ci si può trovare di fronte a ostacoli insormontabili. Noi offriamo consulenza "real time" per tutte le pratiche: doganali, fiscali, legali».

Qual è la strada migliore per arrivare in Cina: le fiere o le missioni?
«Quel che più conta, qui più che altrove, è fare sistema. Non importa se a un´expo o in un incontro con una delegazione, serve riuscire a presentare un´offerta completa di quel che può offrire il Piemonte sia dal punto di vista del territorio, sia delle aziende».

Un esempio?
«La missione che stiamo preparando con Federpiemonte, Unione industriale e Toroc per fine giugno. Andremo in Cina per presentarci in vista di Pechino 2008. Nessuna ambizione di aggiudicarci gli appalti direttamente. Quella è una scommessa che non potremmo vincere. Puntiamo invece ai subappalti. Vogliamo offrire a quelli che si aggiudicheranno i lavori, un ventaglio di aziende capaci di realizzare poi le opere».

Torino due anni prima di Pechino ospiterà un´Olimpiade. Può aiutare?
«Sicuramente è un punto di forza. Già adesso ci sono contatti tra Toroc e il Comitato di Pechino 2008. La nostra esperienza potrà rivelarsi utile anche per loro che si troveranno ad affrontare molti dei nostri problemi, soprattutto per le infrastrutture, due anni dopo».

Ma tra i progetti che avete messo in cantiere con l´aiuto economico della Regione ce n´è uno più ambizioso: esportare il nostro know-how puntando sulle eccellenze della formazione professionale del Piemonte. Un´idea fattibile?
«Riuscire a formare una parte degli imprenditori, ma non solo, della Cina di domani, non potrà non avere effetti positivi per noi. L´America ne è un esempio. Quando questi dirigenti e manager si troveranno a fare acquisti, diventerà naturale per loro pensare innanzitutto a quanto può offrire quell´area dove si sono formati».

Pier Paolo Luciano

 
 
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