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Torino - 28 maggio 2003
 
 
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20.03.2003 - Via Garibaldi ora si accende di notte
Entro la fine dell’anno via Garibaldi cambierà faccia. Ci saranno nuove luci, incrementeranno gli esercizi commerciali, almeno una quindicina in più. Ma non saranno negozi qualsiasi. L’amministrazione avvierà un progetto che è stato presentato ieri dall’assessore al Commercio, Elda Tessore per riqualificare la via con Caffè letterari, Caffè Chantant che rimarranno aperti oltre la mezzanotte. E saranno distribuiti lungo tutto l’asse viario. Non saranno più di 15. Il progetto sarà lanciato attraverso un bando. Nel frattempo sono stati individuati alcuni punti dove potranno nascere i locali.

Il progetto fa parte di un piano più ampio che punta a rendere vivibile anche di notte il centro storico. L’assessore Roberto Tricarico ha lanciato il suo nuovo piano di illuminazione della città che andrà a braccetto con l’iniziativa della Tessore. Via Garibaldi è tra le prime vie che saranno oggetto della riqualificazione. La via pedonale più lunga d’Europa, insomma, sta per vivere una seconda giovinezza. Fu un tempo il decumanus maximus della colonia romana, la via più antica di Torino, per molti anni chiamata via Dora Grossa, (in dialetto «doira») dal rigagnolo che, scorrendo in mezzo alla strada, portava via le immondizie. Oggi è una via pedonale lunga circa un chilometro, su cui si affacciano negozi che ne fanno una delle mete preferite per lo shopping dei torinesi. Di notte però la via si spegne. Pochi bar, nessun locale, la via è attraversata dal passeggio dei frequentatori del quadrilatero romano, ben più vivibile. Via Garibaldi é in realtà una delle più belle.

È fiancheggiata da palazzi e alcune chiese antiche. La Chiesa di San Dalmazzo, per esempio le cui origini risalgono all’anno 1000. Qui c’era il convento dei religiosi ospedalieri di Sant’Antonio, gli stessi che, provenienti dal Delfinato, reggevano l’Ospedale di Sant’Antonio di Ranverso. Al numero 25 c’è una chiesa dall’imponente facciata e dalla ricca decorazione barocca, la Chiesa dei Santi Martiri (Solutore, Avventore e Ottavio, i più antichi protettori della città di Torino). Fu costruita su disegno di Pellegrino Tibaldi e fu Emanuele Filiberto a porne la prima pietra nel 1577. A sinistra, entrando, è sepolto Joseph de Maistre. L’intenzione dell’amministrazione è di trasformarla in un punto di ritrovo da vivere magari anche di notte.

A.Co.

 
 
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