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Torino - 28 maggio 2003
 
 
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20.03.2003 - Palazzo Madama: il progetto
I soldi ci sono e i progetti di restauro sono stati finalmente approvati. Eppure le incertezze sulla riapertura dei battenti di Palazzo Madama entro la fantomatica data dei Giochi Invernali non accennano a diminuire. Ad ammettere «una certa apprensione» è lo stesso assessore comunale alla cultura Fiorenzo Alfieri, promotore del progetto esecutivo per il restauro del piano nobile del palazzo di piazza Castello approvato nel corso della settimana passata. Quella del restauro di Palazzo Madama è una storia lunga e travagliata. Chiuso al pubblico dal 1988, l’edificio è stato oggetto di numerose ipotesi d’intervento. «Subito dopo la chiusura si elaborò un progetto di ristrutturazione a cura dell’architetto Andrea Bruno - ricorda l’assessore Alfieri - Ma la cosa non andò in porto a causa di una serie di conflitti tra il responsabile dei lavori, la Soprintendenza e l’allora direttrice del museo, dottoressa Silvana Pettenati». A quella proposta seguì una lunga situazione di stasi. «Interrotta - aggiunge Fiorenzo Alfieri - dall’intervento del mio predecessore, l’assessore Ugo Perrone, che nel mese di giugno del 2001 inaugurò l’avamposto barocco». La parziale riapertura riguardò infatti l’avancorpo juvarriano, lo scalone monumentale e la sala del Voltone. Successivamente, anche la splendida Sala del Senato (non ancora restaurata) fu adibita a spazio espositivo per mostre temporanee. «Fin dall’inizio del mio mandato ho sostenuto la necessità di organizzare una serie di esposizioni a Palazzo Madama, in attesa del via ai lavori di ristrutturazione - continua l’assessore Alfieri - Così sono nate mostre come “Dal Gotico al Rinascimento”, “L’Oro di Siena”, “Cina Antica” e la recente “Terre Lontane”».

Nel frattempo, la tormentata vicenda del palazzo simbolo della nostra città è proseguita con un progetto d’intervento per il restauro della Sala del Senato, approvato in Giunta già nello scorso mese di agosto. «Sembrava che tutto procedesse per il meglio - racconta Alfieri -, quando l’introduzione della legge Merloni ci ha costretti a rincominciare tutto daccapo». Ed eccoci arrivati a oggi. Con un nuovo progetto esecutivo per il restauro conservativo di alcune tra le parti più significative dello storico edificio di piazza Castello. Tra le altre, la sala Madama Reale, il salotto cinese, la sala delle feste, la torre Savoia (uno dei due torrioni di impronta medievale che si affaccia su via Po) e la sala Bonzanigo. I restauri riguarderanno stucchi, affreschi e boiseries. Per i lavori, che dovrebbero partire entro la fine dell’estate 2003, il Comune di Torino ha già stanziato 2 milioni e 771mila euro. Ma non è finita. «Restano da approvare altri due progetti d’intervento - sottolinea Alfieri - Uno per la ristrutturazione del secondo piano del palazzo e un altro, di più ampio respiro, per la sicurezza e l’impiantistica. I responsabili dei lavori, guidati dall’architetto Carlo Viano e dall’ingegner Sergio Brero, sono già al lavoro». I progetti dovrebbero essere pronti entro pochi mesi. Per quanto riguarda invece la conclusione dei lavori e la definitiva restituzione di Palazzo Madama alla città le certezze sono ancora poche: «Il palazzo dovrebbe essere pronto per le Olimpiadi» - azzarda l’assessore Alfieri. Ma poi ammette: «Ma siccome sarà molto difficile rispettare questi termini, se non entro la fine del 2005, speriamo almeno si riesca a inaugurarlo nel corso dei sei mesi successivi ai Giochi».

E sembra che l’odissea di Palazzo Madama non debba finire neppure a restauri ultimati. Se fino a poco tempo fa l’urgenza dell’intervento di ristrutturazione dell’edificio veniva motivata con un costante riferimento alla necessità di trovare una nuova casa per le ricche collezioni comunali d’arte antica, oggi si fanno strada nuove, interessanti ipotesi. «Palazzo Madama diverrà certamente la sede del nuovo Museo civico d’arte antica - dichiara Fiorenzo Alfieri - Ma è probabile che prima di andare a ospitare una parte della ricca collezione torinese di disegni, dipinti, sculture e oggetti d’arte applicata (la parte più cospicua, così come gli uffici del museo andranno invece alla Cavallerizza), Palazzo Madama venga offerto come “punto d’appoggio” al Toroc per tutto il periodo delle Olimpiadi». Proprio di fronte all’edificio di piazza Castello il Toroc istituirà infatti la «Medal Plaza» olimpionica. E così, a chi da ormai quindici anni aspetta di poter nuovamente ammirare il ricco patrimonio cittadino d’arte antica, sembra proprio toccherà aspettare ancora.

Ilaria Dotta

 
 
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