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Torino - 28 maggio 2003
 
 
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21.03.2003 - Ritratto mozzafiato firmato da Leonardo
QUELLO che Berenson ha definito «il più bel disegno del mondo» emerge delicato eppure sfolgorante nella luce fredda della sua ipertecnologica vetrina di gioiello: lo studio per l´Angelo della Vergine delle Rocce di Leonardo, summa ed emblema di quanto il genio da Vinci intendeva per ritratto, quando alludeva ad una «faccia nella quale le superficie saranno di maniera congiunte insieme che i dolci lumi si convertino a poco a poco in ombre soavi et non vi saranno alcune asprezze di angoli».

Il miracolo che unisce in un volto tecnica da vertigine e poesia profonda è custodito nel caveau della Biblioteca Reale di Torino, laico «sancta sanctorum» dalle volte candide e dal nero pavimento, nel quale brillano, in quello che Fiorenzo Alfieri, assessore alla Cultura di Torino, definisce «un vibrante confronto», anche altri tesori del Rinascimento: tra questi, l´autoritratto di Leonardo, i disegni del Codice sul volo degli uccelli, il Gentiluomo di Antonello da Messina, le miniature di Jan Van Eyck.

Domani questo rinascimentale viso di donna sarà per un pomeriggio tolto dalla sua teca in cristallo e noce, e offerto agli sguardi dei visitatori, ovviamente guidati in piccoli gruppi, in una visione e in un ambiente totalmente nuovi: per la Giornata Fai di Primavera, dalle 14 alle 18, brillerà nel salone neoclassico della Biblioteca di piazza Castello. Un´occasione per ammirare non solo il capolavoro leonardesco, ma anche il sontuoso arredamento di Pelagio Pelagi e le volte affrescate da Moja e Trefogli. E per prolungare, poi, il «viaggio nel bello» uscendo nel giardino fiorito di Palazzo Reale. Domenica, un replay d´eccezione.

Il disegno leonardesco tornerà nel caveau sotterraneo di 80 metri quadrati illuminato da fibre ottiche: dalle 9,30 alle 12 e dalle 14 alle 18, 640 persone potranno ammirarlo insieme agli altri capolavori che costituiscono la mostra «Leonardo, Antonello, Van Eyck» inagurata l´8 marzo. Il numero degli ingressi è contingentato per necessità, come spiega la direttrice della Biblioteca Reale, Giovanna Bernard: «Ragioni di microclima e di sicurezza consentono l´entrata a gruppi composti da un massimo di 25 persone. Un numero che è ideale anche per garantire a tutti di godere della visione delle opere senza fretta e senza essere pressati dalla folla». Non si può chiedere di meglio che un silenzio da tempio e un isolamento spirituale di fronte alla magia delle miniature realizzate attorno al 1425 dal grande fiammingo e dai suoi coevi per il codice delle «Trés belles heures» o per ammirare l´autoritratto a sanguigna di Leonardo, uno dei più celebri e celebrati disegni del mondo che il tempo ha inesorabilmente segnato di macchie quasi ad aggiungere alla pelle rugosa altri, concreti, segni di vecchiaia.

Così come solo il silenzio può aiutarci a scalfire il mistero che soffonde il volto d´uomo realizzato da Antonello da Messina, uno dei risultati più alti della solitaria carriera di questo pittore: faccia modulata d´ombre nella quale, osserva Enrica Pagella, direttrice del Museo civico d´arte Antica, s´intreciano «l´acutezza psicologica dello sguardo, la piega ironica del sorriso, l´incredibile realismo di particolari anatomici come le sopracciglia e le venature miniaturizzate degli occhi».

Renato Rizzo

 
 
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