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Torino - 19 maggio 2003
 
 
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24.03.2003 - "Metrò, si può aspettare"
«Quando si realizzano opere così complesse come una linea di metropolitana, ritardi di 4 o anche di 6 mesi, sono tutto sommato fisiologici. L´importante è non varcare questo limite. Al momento non siamo in una situazione di allarme». Il sindaco Sergio Chiamparino cerca di non drammatizzare l´ipotesi, che ormai è quasi una certezza, che in occasione delle Olimpiadi, non sarà completata la tratta da Collegno fino a Porta Nuova: il metrò sarà limitato alla vecchia stazione di Porta Susa, in piazza XVIII Dicembre. In corso Vittorio Emanuele i treni del sistema Val arriveranno qualche mese dopo, entro la prima metà del 2006. «L´ipotesi di arrivare a Porta Nuova non è stata ancora abbandonata - aggiunge Chiamparino - ma non si possono certo negare i ritardi esistenti. Inoltre la parte che si deve ancora scavare è indubbiamente la più complicata. Così l´idea di realizzare una prima tratta funzionale da Collegno fino a Porta Susa diventa più che probabile. Il collegamento con la stazione ferroviaria è l´impegno prioritario da rispettare».

Ne è convinto pure Valentino Castellani, ex sindaco che diede il via ai lavori del metrò nel dicembre 2000 e attuale presidente del Toroc, il comitato che si occupa dell´organizzazione dei Giochi: «Per l´evento olimpico è importante il nodo di Porta Susa, non quello di Porta Nuova - afferma - A Porta Susa c´è il collegamento con la linea di caselle che arriverà fino al Lingotto. Ho accumulato sufficiente esperienza nel campo dei lavori pubblici, da considerare un ritardo di alcuni mesi non come un fatto drammatico». Aggiunge Chiamparino: «La prima linea della metropolitana non è un´opera strettamente legata ai Giochi (non ci sono siti di gara lungo il percorso del primo tratto). È un´opera per la città, per il suo futuro. In questo ambito vanno considerati i mesi di ritardo, che comunque speriamo di recuperare». Nessun dramma allora? «Io voglio sentire cosa dicono i tecnici della Satti - dice, un po´ più cauta l´assessore alla viabilità Maria Grazia Sestero -. Sono ferma alle indicazioni di qualche settimana fa. Ci sono circa quattro mesi di ritardo nei lavori ma la scadenza di fine 2005 può essere mantenuta. Ora prevale un´altra idea. Voglio capire come mai».

Gino Li Veli

 
 
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