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Torino - 22 maggio 2003
 
 
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24.03.2003 - Le imprese high-tech in cerca di incubatori
Un mercato con tanta liquidità pronta per il venture capitai, ma quasi tutta immobilizzata. L'handicap storico di un collegamento poco organico fra la ricerca accademica e il mondo delle imprese. E, sullo sfondo, le ferite per nulla rimarginate dell'esplosione della bolla speculativa di Intemet che, oltre a deprimere i valori delle società quotate, ha imposto una selezione durissima fra le imprese high-tech nate alla fine degli anni Novanta.

Questi nodi, che caratterizzano il sistema imprenditoriale e scientifico italiano, verranno affrontati oggi, lunedì 24 marzo (a partire dalle 9,15), nel convegno "Dalla ricerca all'impresa innovativa", in programma a Torino Incontra. L'appuntamento, organizzato dalla Provincia di Torino, trarrà spunto dalla presentazione dello studio "II ruolo degli incubaton nella creazione di nuove imprese" condotto condotto da Luciano Abburra dell'Ires Piemonte e da Alessandro Grandi e Rosa Grimaldi dell'Università di Bologna.

«Abbiamo analizzato - spiega Abburrà - alcune realtà, italiane e internazionali, che operano nel delicato settore della fornitura di servizi ad alto valore aggiunto, del trasferimento tecnologico e di conoscenza. Inoltre, ci siamo soffermati sulle imprese che ne hanno beneficiato». Otto i casi italiani considerati, fra cui il Bic della Liguria e l'incubatore del Politecnico di Torino. Alla fine, sono state individuate quattro categorie: i Bic (Business Innovation Centers, i centri di servizio come quello di Genova); gli University Business Incubators, ad esempio quello di corso Duca degli Abruzzi; i Corporate Private Incubators, collegati alle grandi imprese, e gli Indipendent Private Incubators.

Non si tratta di una mera distinzione intellettuale: queste categorie corrispondono a un diverso approccio nell'erogazione dei servizi e a una differente composizione societaria e di Capitale, in cui può prevalere ora il pubblico, ora il privato. «Oggi gli incubatori privati sono quasi del tutto scomparsi». A parlare è Roberto Del Giudice, uno degli ospiti della giornata, direttore dell'ufficio studi dell'Airi, l'associazione che raduna gli investitori istituzionali. «La scommessa - aggiunge - è dotare gli incubatori a capitale pubblico dei criteri di trasparenza e di razionalità, ad esempio nella valutazione delle imprese, coerenti con gli standard richiesti dagli investitori privati».

Partendo da questa ricerca, a Torino Incontra, ci si soffermerà in particolare sulla situazione piemontese. Verranno presentate due case-history, le società Aethia e Must. Inoltre, il presidente dell'Incubatore del Politecnico, Vincenzo Pozzolo, illustrerà i primi tre anni e mezzo di vita di questa struttura, che ospita attualmente 27 imprese, mentre sette ne sono già uscite per andare sul mercato. Di queste, due hanno chiuso. «Le altre cinque - precisa Pozzolo - hanno fatturati annui che variano dai SOOmila euro a un milione. Ci pare un buon risultato complessivo». Le 32 aziende attive danno lavoro a 150 addetti. Il 65% opera nell'Ict, il 25% nella meccanica e nella fisica applicata e il 10% nell' elettronica.

Alta tecnologia significa confronto intemazionale che verrà garantito al Convegno dalla presenza di Valenhn Fikovsky, specialista in brevetti dell'Università della California, e di Tuomas Maisala, mcubatore di Helsinki. Ma il binomio ricerca-innovazione significa anche sviuluppo locale. A discutere di quest'ultimo punto, insieme alla presidente della Provincia di Torino Mercedes Bresso, ci saranno Bruno Ricco, dell'Università di Bologna, Gian Maria Gros-Pietro, dell'Agenzia per l'innovazione tecnologica, e Rodolfo Zich, della Fondazione Torino Wireless.

In merito alla funzione degli enti pubblici, Antonio Buzzigoli, assessore provinciale alle Attività economiche, lancia una proposta: «Bisogna costruire un'ossatura normativa che permetta all'ente pubblico di partecipare a fondi chiusi, in grado di finanziare queste nuove iniziative imprenditoriali». Oggi sono pochi gli investitori pronti a scommettere i loro capitali su un'impresa appena uscita dall'ambiente protetto dell'incubatore. «Proprio in questa delicata fase - precisa Buzzigoli - sarebbe utile un intervento finanziario, nella forma indiretta del fondo chiuso, da parte del pubblico».

Paolo Bricco

 
 
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