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25.03.2003 - "Due piani sotto piazza San Carlo"
Intellettuali ed esponenti di sinistra non vogliono il parcheggio sotto piazza San Carlo? E quelli di destra ne vogliono due. Cioè, due piani anziché uno solo come la giunta aveva approvato un mese fa. «Società aperta», associazione vicina a Forza Italia, ha raccolto trecento firme in meno di una settimana. Firme di prestigio? «Di cittadini, ma comunque pesanti», dice Angelo Burzi, consigliere regionale azzurro, ex assessore. «Tra loro ci sono anche il presidente dei commercianti di via Roma, Alfredo La Penna, i titolari del Caffè Torino, di Olimpic, di Baiotti, gente che opera in piazza San Carlo e sappiamo quanto tengano al decoro del salotto di Torino», aggiungono Renato Bressan, Andrea Tronzano e Filippo Vallone che ieri mattina hanno presentato la petizione al consiglio comunale. Da destra, pertanto, si ritiene «insufficiente il progetto proposto dall´assessore Sestero», perché, spiega l´ingegner Bressan, «non aumenta di una sola unità l´offerta di parcheggi in centro».

I posteggi attualmente in superficie sono circa trecento e altrettanti sarebbero con un piano sotterraneo, anzi meno, considerando che una cinquantina verrebbero venduti a privati e conseguentemente sottratti alla rotazione. «Una volta che si scava è più conveniente, anche economicamente, farlo per due piani, per 600 posti», interviene Alessandro Cherio, che per conto di Forza Italia si occupa del settore urbanistica. Il problema più delicato è sul capitolo «rampe»: dove collocarle? Dove sono ora: all´angolo tra le vie Rossi-Lagrange (davanti alla Rinascente) e tra le vie Frola-XX Settembre (davanti alla sede Inps), «raggiungendo l´intesa con l´Aci, che gestisce il parcheggio sottostante piazza Cln-via Roma, si potrebbre utilizzare anche l´accesso di piazza Carlo Felice». L´associazione «Società aperta» ritiene prioritaria la volontà di ampliamento dei parcheggi su ogni intervento in centro. Burzi e amici lo avevano detto per piazzale Valdo Fusi, lo ribadiscono per quelli di piazzale Aldo Moro e di piazza Vittorio Veneto. Citano il compianto liberale Bepi Dondona: «Aveva ragione l´allora assessore dell´Arredo nel sostenere che Torino ha un naturale centro commerciale nel suo cuore storico: bisogna dargli strutture adeguate per raggiungerlo».

Bressan e Cherio precisano che non si deve favorire il traffico per l´attraversamento del centro, ma per il raggiungimento dei parcheggi sì: «Con posti in più si potranno evitare le strisce blu in superficie e si ridurrà l´inquinamento dovuto ad auto in coda e a caccia di posteggi». Sulla proposta sono stati consultati i vertici di Forza Italia, il coordinatore regionale Guigo Crosetto e il commissario cittadino Osvaldo Napoli. «Non vogliamo - dice Cherio - che si ripetano errori come quello del tunnel di corso Regina, limitato a una corsia per carreggiata. Noi lo avevamo detto subito a Castellani». Burzi porta l´ultimo esempio di piazza Vittorio Veneto: «Con l´iniziativa CioccolaTò, tra l´altro non confacente alle ambizioni di Torino, si sono create condizioni di traffico drammatiche per quella zona. Una situazione non degna di una città europea». Parcheggi sotterranei e ampi, dunque.

Luciano Borghesan

 
 
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