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Torino - 19 maggio 2003
 
 
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26.03.2003 - Il Comune: ora la scelta
Sono Strada del Francese, nella zona nord della città, a fianco della superstrada per Caselle e via Settembrini, a Mirafiori sud, (ex area Fiat, ceduta a Edf) i siti (già analizzati dalla commissione provinciale «Non rifiutarti di scegliere», guidata da Luigi Bobbio) che il Comune indica, per un confronto con quello dell´ex area Agip di Volpiano, per la scelta del posto in cui collocare l´inceneritore.

Conclusa la riunione di giunta, il sindaco Sergio Chiamparino e il suo vice Marco Calgaro, responsabile da un mese di tutta la questione rifiuti, hanno dato l´annuncio. I motivi di questa scelta? «Si sono rivelati i migliori ai fini della destinazione dell´area e della collocazione rispetto al centro abitato» ha commentato Chiamparino. Domani, nella riunione in Provincia con i cinquanta sindaci interessati alla costruzione dell´impianto, verrà ufficializzata la proposta torinese. Con una richiesta precisa del sindaco: «Ci sia un protocollo d´intesa per tutti i tre siti che indichi l´impegno delle parti a terminare entro sei mesi le valutazioni d´impatto ambientale e mostri la disponibilità delle aree private. Dobbiamo arrivare ad una decisione finale, non solo tecnica entro l´anno.». La fretta è legata ad un´altra scadenza: entro fine anno deve chiudere la discarica di Basse di Stura. «Non vogliamo arrivare a dicembre - ha affermato Calgaro- senza un´indicazione del sito e con la necessità di dichiarare l´emergenza ambientale e dover, quindi, aumentare fino a raddoppiare, il costo per il trasporto dei rifiuti ad un altro inceneritore».

Ma ora il Comune vuole accelerare. «Anche noi siamo in ritardo di due mesi sull´indicazione dei siti, ma abbiamo provato a cercarne di nuovi, rispetto a quelli già indicati alla commissione Bobbio» si è scusato Chiamparino. Pronto a replicare alle proteste di chi non accetta l´idea dell´inceneritore a Mirafiori: «Nel programma approvato dal Consiglio si parlava dell´impegno per realizzare il termovalorizzatore , lavorando per realizzarlo non in città. Ma Torino che produce la gran parte dei rifiuti prodotti nell´area deve fare la sua parte. Non esistono zone franche» ha spiegato il sindaco. E Calgaro ha aggiunto. «Siamo pronti ad un confronto chiaro con cittadini e comitati per spiegare che l´inceneritore non è una bomba ecologica. Basta, però, con chi distorce la realtà, con chi fomenta paure ingiustificate, anziché compiere con noi un percorso di trasparenza di scelte e correttezza d´informazione».

Bresso cauta "Sei mesi sono pochi"
«Valuteremo domani nella riunione con tutti i sindaci la proposta dei due siti di Torino per l´inceneritore. L´unica cosa che fa riflettere, al momento, è il fatto che si pensi che in sei mesi si possa fare un´analisi d´impatto ambientale. L´operazione non è così semplice». È cauta la reazione della presidente della Provincia, Mercedes Bresso, all´indicazione arrivata ieri dal sindaco Sergio Chiamparino e dal suo vice Marco Calgaro, di arrivare alla scelta del sito ideale per l´inceneritore dopo aver fatto un confronto tra quello di Volpiano e quelli torinesi di Mirafiori e strada del Francese. Tutti e tre i siti erano già passati al vaglio della commissione provinciale guidata da Luigi Bobbio: «È la conferma che è stato fatto un lavoro positivo» sostiene Bresso. E il vicepresidente Giuseppe Gamba, ideatore di quella commissione, spiega: «È un´ulteriore conferma che al di fuori di quella graduatoria è difficile trovare ancora qualcosa». Quel gruppo di lavoro, un anno e mezzo fa, aveva inserito il sito di Volpiano tra quelli di prima fascia, Mirafiori al quarto posto e strada del Francese nelle ultime posizioni. Giuseppe Gamba, nei giorni scorsi aveva sollecitato una decisione da parte di Torino dice: «Siamo contenti che sia arrivata. Speriamo che sblocchi una situazione ferma da troppo tempo. Gli studi d´impatto ambientale spettano al Comune e alle sue aziende. La Provincia si rimette alle decisioni che verranno assunte domani».

I comunisti e l´opposizione Stesse idee
Ancora una volta arrivano dall´interno della maggioranza le reazioni più dure ad una scelta della giunta. Vincenzo Chieppa, segretario dei Comunisti italiani con una dura dichiarazione si scaglia contro il vicesindaco Marco Calgaro e l´indicazione dei due siti torinesi (Strada del Francese e Mirafiori sud) per l´inceneritore: «Siamo stati informati a cose fatte. Non ci voleva una carica così autorevole per proporre due siti a valenza così negativa. Qualcuno potrebbe pensare che il vicesindaco voglia agevolare la riconversione delle aree industriali Fiat svuotate dei lavoratori». Parole che fanno arrabbiare quasi tutti: il sindaco, Calgaro («Che menzogne: i due siti sono stati annunciati ai capigruppo lunedì sera. L´area di Mirafiori non è Fiat, ma è una centrale elettrica»), il segretario Ds Rocco Larizza(«frasi inopportune, la scelta è linea con la commissione Bobbio») e i vertici della Margherita, Tommaso Panero e Marco Borgione: «Sono dichiarazioni sorprendenti e sconcertanti. Sono gravi e ingiustificate le allusioni relative a connivenze del vicesindaco rispetto alla riconversione delle aree industriali della Fiat. Quel sito non l´ha scelto Calgaro ma la commissione Bobbio». Contro la scelta è Agostino Ghiglia, parlamentare di An mentre Silvio Viale, dell´associazione Adeleaide Aglietta dice: «Chiamparino sconta le ambiguità delle promesse elettorali del suo programma dove si era evitato il problema termovalorizzatore».

Gino Li Veli

 
 
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