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Torino - 19 maggio 2003
 
 
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26.03.2003 - "Eravamo terza fascia cosa è successo?"
Signor sindaco, il contributo di Torino nord dura da cinquant´anni. Abbiamo già dato, non intendiamo raccogliere rifiuti per tutta la vita. Se qualcuno aveva dei dubbi sulla risposta del quartiere, comitati spontanei, associazioni, singoli cittadini e amministratori ripetono che il fronte è comune e che in Strada del Francese quell´inceneritore non s´ha da fare. Dopo la sintesi, netta e unanime, l´analisi delle ragioni. Che può avere sfumature e toni differenti ma parte comunque da una verità certificata dai dati dell´Arpa, questa è una zona con livelli di inquinamento fra i più alti della città, una zona da alleggerire: «Quale mancanza di buon senso porterebbe ad imboccare la direzione opposta?» Nessuno per ora azzarda una risposta plausibile. Tutti attendono di sapere quali saranno i criteri che porteranno alla valutazione finale e soprattutto se quel trenta per cento di probabilità attuale rischia di crescere con il passare dei mesi.

Il coordinamento dei comitati spontanei di Torino nord non perde tempo e avverte che sarà battaglia: «Ci opporremo utilizzando tutti i metodi a nostra disposizione - è l´avvertimento del presidente Luigi Canzian. Sappiamo bene che anche quando sarà chiusa la discarica continuerà a fumare per anni e anni. E noi intanto che facciamo? Ci teniamo discarica e inceneritore insieme?». Eleonora Artesio, che della sesta circoscrizione è presidente, motiva il suo rifiuto con tre argomentazioni, la prima delle quali è il risultato della commissione Bobbio che a dicembre del 2001 aveva inserito il sito di Strada del Francese nella terza fascia, quella dei luoghi meno adatti ad accogliere un inceneritore. «Intendo vigilare sui criteri - dice - inevitabile chiedersi quali parametri verranno adottati per ribaltare un giudizio già espresso allora». Il secondo è una richiesta, che la responsabilità fra le aree cittadine sia ridistribuita dopo 50 anni di servizio reso alla città: «Teniamo conto che a pochi metri c´è Villaretto, una zona appena riqualificata con giardini e zone residenziali. D´altro canto trovo sgradevole il ragionamento del sindaco che in cambio di disponibilità mette sul piatto la chiusura della discarica e i finanziamenti per la riqualificazione della zona di Basse di Stura. Nel primo caso ricordo che l´impegno di chiudere la discarica è di vecchia data e che i fondi ottenuti per Basse di Stura sono del Ministero». Voto contrario ma toni più morbidi per Pier Paolo Maza, presidente della quinta circoscrizione: «Assurdo caricare questa zona già molto penalizzata dal punto di vista ambientale. Mi rendo tuttavia conto che l´inceneritore serve alla città, da qualche parte si dovrà pure fare».

Sara Strippoli

 
 
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