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Torino - 19 maggio 2003
 
 
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26.03.2003 - La linea Torino-Lione resta l'opera-chiave
Allarme valichi. Resta questa, in campo infrastnitturale, la priorità del Governo italiano per il semestre di presidenza Ue. Il ministro per le Politiche comunitarie, Rocco Buttigliene, e il sottosegretario alle Infrastrutture, Paolo Ugge, lo hanno ribadito ieri nel corso di una riunione tenuta con le associazioni dell'autotrasporto e della logistica proprio per «raccogliere elementi e valutazioni sulla competetitività del sistema Italia in presenza di ostacoli naturali e amministrativi che hanno assunto caratteristiche preoccupanti per la libera circolazione delle produzioni italiane».

Buttigliene ha illustrato i contenuti del documento che, insieme ai ministri Marzano (Attività produttive) e Moratti (Istruzione), è stato presentato il 3 marzo scorso a Bruxelles ai commissari competenti, hi quel documento il Governo italiano punta molto sulle condizioni che devono garantire «il corretto funzionamento del mercato intemo». Non vi potrà essere - afferma il documento - «una concreta e corretta competizione tra le imprese in mancanza di un sistema integrato di infrastnitture, di trasporti, di energia che garantisca ai soggetti economici una sostanziale parità di condizioni. Sarà perciò indispensabile un piano di finanziamenti per la realizzazione delle infrastnitture prioritarie capaci di assicurare la necessaria competitivita e dinamicità del mercato».

Il corridoio 5 - che taglia l'Italia del Nord legando Lione a Lubiana - e il corridoio 8 - che collega il Sud ai Balcani e alla Grecia - restano i due assi che, durante il semestre italiano, Buttigliene e il ministro delle Infrastruttture, Retro Lunardi, spingeranno, per ottenere dai partner europei e dalla commissione la garanzia dei finanziamenti e l'accelerazione progettuale. L'opera-chiave resta la ferrovia veloce Torino-Lione. Sia a livello tecnico che a livello politico, l'opera ha subito negli ultimi mesi una battuta d'arresto in Francia, anche se una decisione parlamentare definitiva dev'essere ancora assunta.

La tentazione francese è quella di accelerare solo i corridoi infrastrutturali a nord delle Alpi, per rafforzare il "patto di ferro" con la Germania e tagliare fuori l'area mediterranea dai principali traffici del Nord Europa. Il Governo italiano sa che costringere o indurre i francesi a spingere l'opera oltre il punto di "non ritomo" sarà la vera sfida del semestre di presidenza Ue. Ed è per questo che a Bruxelles Buttiglione ha cercato di creare una solida alleanza con la commissione, tentando di ripetere quanto avvenne per la riapertura del Monte Bianco, quando fu il pressing della vicepresidente Loyola de Palacio a indurre il Governo francese a rompere gli indugi e archiviare le "meline".

Giorgio Santilli

 
 
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