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Torino - 19 maggio 2003
 
 
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26.03.2003 - Inceneritore, il giorno nero di Mirafiori
L’inceneritore potrebbe essere costruito proprio lì, nel quartiere sud della città. Oppure a Basse di Stura, in strada del Francese, nel secondo luogo individuato al termine di mesi di valutazioni. Sono stati il sindaco Sergio Chiamparino e il suo vice Marco Calgaro a ufficializzare le scelte. Due siti in tutto, anche se si pensava che alla fine sarebbero stati tre (in città). È stato, infatti, scartato, all’ultimo, quello di strada Bellacomaba. Il presidente della circoscrizione 10 Maurizio Trombotto (stesso partito del sindaco, Ds), non cade dalle nuvole, non è sorpreso della decisione. Si abbandona ad un laconico commento: «Eppure ci ho sperato fino all’ultimo» ha detto.

Dunque la partita per ospitare il termodistruttore se la giocheranno in tre: Volpiano (in pole position, considerata la città più adatta, secondo la commissione «Non rifiutarti di scegliere»), Basse di Stura e Mirafiori. Il Comune, in pratica, conferma le valutazioni contenute nella relazione della commissione Bobbio che aveva candidato quei luoghi. «Giovedì ci sarà la riunione del tavolo con i sindaci del bacino di pianificazione - spiega Chiamparino - e noi ci presenteremo con i siti che abbiamo individuato e che sono quelli che, secondo noi, presentano le caratteristiche migliori. Con la Provincia sigleremo un protocollo d’intesa per arrivare, nell’arco di sei mesi, a una scelta definitiva». Entrerà in campo a quel punto la società Trm che muoverà i suoi passi in direzione dell’arrivo. Cioé della data, fissata per fine anno, in cui si dovrà arrivare alla scelta definitiva. Adesso è scattata l’ora dei tecnici, insomma, che dovranno classificare i tre luoghi in base ad alcuni criteri di valutazione. «Se tutti e tre otterranno risultati simili - aggiunge il primo cittadino - si vedrà quale avrà ottenuto lo scarto migliore. E se proprio, al termine di approfondite verifiche, dovessero essere sullo stesso piano, apriremo un confronto politico. Di sicuro dovremo ottimizzare al meglio i tempi. Abbiamo perso mesi preziosi e di questo chiediamo scusa. Non possiamo permetterci di perderne altri. Entro fine anno diremo la scelta finale».

Difficilmente si aggiungeranno altri candidati. Il mazzetto di ipotesi è definitivo. «Resta aperta - aggiunge Calgaro - la questione della campagna di informazione che dovrebbe essere avviata entro l’estate per spiegare ai cittadini che non esistono pericoli particolari per la salute. Che l’inceneritore è utile e non un mostro. Da parte dell’amministrazione - ha aggiunto - non saranno tollerati atti di terrorismo su questo tema, come la distorsione di chi fomenta gli animi per spaventare la popolazione». Siamo, comunque, ancora molto distanti dalla data di insediamento del termodistruttore. «Ci vorranno almeno quattro anni», ha spiegato il sindaco. Un aspetto che costituisce un problema. La discarica di Basse di Stura, infatti, sarà dichiarata esaurita il 31 dicembre, data a partire dalla quale i rifiuti dovranno essere portati da un’altra parte. «Ci siamo dati una scadenza anche per risolvere questo problema - ha spiegato Chiamparino - Decideremo cosa fare entro la fine dell’anno. Ci sono alcune ipotesi, una parte delle quali percorribile, come la richiesta di una proroga per la chiusura di Basse di Stura.

La discarica potrebbe sopportare altri quattro o cinque anni in attesa dell’inceneritore. Però di questo riparleremo più avanti». La scelta, però, potrebbe essere anche un’altra. Si pensa, ad esempio, all’esportazione dei rifiuti in Germania, soluzione già adottata dal Comune di Napoli. Ma in quel caso raddoppierebbe la tassa rifiuti. «Credo - ha aggiunto Calgaro - che comunque i problemi vadano affrontati uno alla volta. Adesso risolviamo il problema del sito. Poi penseremo allo smaltimento dei rifiuti. In questa fase è più utile concentrarsi sull’inceneritore, creare un dibattito sulle scelte tecniche che adotterà la città». Proprio di questo aspetto si è cominciato a parlare venerdì scorso durante un dibattito organizzato dal vicesindaco. Quale scelta fare per Torino? Le ipotesi in campo sono tre. L’impianto di gassificazione, di ultima generazione, presenta problemi tecnici non indifferenti. C’è quello definito «a letto fluido» e infine quello «a griglia». Quest’ultimo è, secondo i tecnici, il più affidabile oltre a essere il più diffuso in Europa, adottato in molte città medio grandi. A Milano funziona da trent’anni. E non ha mai creato problemi. Torino farà la stessa scelta? La Città proporrà di avviare in parallelo un percorso per la scelta del sito della discarica, da scegliere tra Montanaro, Torrazza e Foglizzo.

Andrea Costa

 
 
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