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27.03.2003 - Inceneritore, Volpiano si sente già fuori
VOLPIANO - È come per la Coppa America, se hai vinto l´anno prima sei comunque in finale. Ti comunicano chi sono gli avversari e ti dicono che è arrivato il momento di correre. Se poi gli avversari erano già dietro di te, allora hai l´impressione che la gara sia truccata. Solo che qui il vincitore riceve un premio un po´ ingombrante. «Il problema, metafore a parte, è che alla Coppa America quest´anno non vogliamo partecipare, non vogliamo neppure comparire alla linea di partenza».

Il viaggio a Volpiano, comune di 13500 abitanti inserito nella lista nera dei 20 siti italiani più a rischio stilata dal Ministero dell´Ambiente, inizia così, con una visita al sito incriminato, una dichiarazione di indisponibilità confermata da tutti, sindaco, opposizione, cittadini: «Non saremo il paese dell´inceneritore», avverte Michele Tosco di Cielo Azzurro mostrando il terreno recintato e segnato dai cartelli dell´Agip. Un´enorme distesa di terreno molto lontana dalle abitazioni, con i binari della ferrovia che le entrano dentro. Un´ex-raffineria mai entrata in funzione che ora funge da deposito per gas e petrolio. «Comprensibile che si sia pensato a questo posto - chiarisce Tosco - ma il problema è un altro, se l´impatto ambientale è quello che vedete, come pensare di aggiungere anche un inceneritore?».

Tempi duri per il sindaco diessino Francesco Goia, consigliere provinciale e stimato primo cittadino di Volpiano. Il comitato Cielo azzurro, 300 iscritti in neanche due anni e sedicimila firme raccolte contro l´ipotesi dell´insediamento nell´area Agip, promette battaglia dura, senza esclusione di colpi. Tutti legali, s´intende, nessuno da queste parti ha in mente di lanciare sassi contro Palazzo Civico. «Nel programma elettorale di Goia il No all´inceneritore era fra le priorità. Adesso ci aspettiamo che rispetti i patti», dice il presidente di Cielo Azzurro, Giovanni Bo. La sua associazione è nata proprio con l´obiettivo di impedire l´insediamento e in questi ultimi tempi ne ha escogitate di tutti i colori. I cieloazzurrini sono sparsi un po´ ovunque in quest´area e a Volpiano il comitato ha il volto combattivo di Antonietta Vittone, la responsabile. «Ci aspettiamo l´appoggio del sindaco, speriamo che non ci deluda - dice mostrando la delibera del Consiglio comunale datata 27 settembre 2002 che impegna il sindaco, la giunta e ogni consigliere a «1) proporre un progetto alternativo e percorribile, 2) contattare la proprietà del sito a rendere indisponibile l´area individuata 3) chiedere la sospensione delle procedure di valutazione di impatto ambientale sui siti oggetto dell´analisi della commissione Bobbio».

Ieri sera Francesco Goia ha ricevuto una delegazione del comitato: «Abbiamo buone ragioni di credere che i siti torinesi siano in realtà siti civetta e le chiediamo di dare la reale immagine di Volpiano che contrasta con forza il progetto» è stata la richiesta. Il sindaco, che due settimane fa ha dato le dimissioni dalla commissione Ambiente della Provincia proprio per evitare ogni possibile conflitto di interessi, conferma che il suo rifiuto è lo stesso di sempre: «Quello che non posso fare - chiarisce - è escludere Volpiano dalla comparazione. Cielo Azzurro ha le sue ragioni per chiederlo ma io non ho gli strumenti per farlo. Devo però dire che personalmente sono ottimista, se si è deciso di citare due siti torinesi mi sembra evidente l´intenzione di indirizzare la scelta in quella direzione. Io pongo la questione in altri termini, questo territorio si è già accollato una forte responsabilità per lo smaltimento rifiuti in futuro, non possono certo chiederci di caricarci con il cento per cento. È un problema di equilibri da rispettare e non dimentichiamo che da giugno partiamo con la raccolta differenziata porta a porta». Non tace l´opposizione. Il consigliere di Alleanza Nazionale Flavio Nalesso: «Non abbiamo nessuna garanzia, la questione è stata gestita malissimo, in particolare dalla Provincia. Quell´area Agip è una delle più grandi d´Italia. Chi può pensare di piazzare un inceneritore di fianco a un deposito di gas e benzina?».

Sara Strippoli

 
 
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