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Torino - 19 maggio 2003
 
 
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27.03.2003 - La Torino-Lione è una certezza, tutti i dubbi riguardano i tempi
Buone notizie: la Torino-Lione si farà, certamente, immancabilmente. Cattive notizie: non si sa quando. Una risposta più precisa a questo interrogativo si avrà il 15 maggio, sul tardi, dopo che il Parlamento francese avrà discusso il piano delle grandi opere e deciso, eventualmente, se tra quelle prioritarie vada inserita o no la linea ferroviaria in questione. Ieri pomeriggio si è tenuta a Palazzo Chigi la riunione della Commissione intergovernativa italo-francese, la seconda dopo quella del 12 febbraio. La sede, di così alto prestigio e il coinvolgimento diretto del sottosegretario alla presidenza Gianni Letta, hanno voluto dare il segno di quanto il governo italiano sostenga l´opportunità di realizzare questa grande opera. I francesi, francamente, sembrano in questo momento meno entusiasti. Ed ecco, dunque, come stanno a tutt´oggi le cose, secondo l´illustrazione che ne ha dato il presidente della Commissione, Sergio Pininfarina. Esiste un accordo sottoscritto e ormai ratificato tra Italia e Francia per la realizzazione di questa linea diritta e veloce, per il trasporto di passeggeri e merci tra Torino e Lione. Una via ferroviaria largamente interrata (almeno 52 chilometri) e certamente rapida, che consentirà di collegare le due città in un´ora e mezza, anziché nelle quattro attuali.

L´accordo in questione fu firmato dallo stesso Chirac quando era primo ministro, e quindi è lecito supporre che la medesima persona, assurta ora alla massima carica dello Stato, sia rimasta dello stesso intendimento. Che dunque l´opera si faccia, è fuori discussione. Ma quando? Questo è il punto. La commissione intergovernativa franco-italiana (presieduta alternativamente da un francese e da un italiano, e quest´anno, nello specifico dall´ingegner Pininfarina) ha per ora uno scadenzario fissato fino al 2006 e costituito di studi e di lavori cofinanziati. Quindi fino ad allora, nella sostanza, tutto è deciso. Il problema è il dopo. Il governo Raffarin, infatti, ha commissionato una indagine - realizzata da un mix di tecnici e di dirigenti delle finanze - per valutare l´urgenza delle varie opere in cantiere e quindi le relative priorità di accesso ai finanziamenti. Il responso di questa commissione, che ha concluso i suoi lavori pochi giorni fa, non è particolarmente favorevole ad una «velocizzazione» dei cantieri. E questa conclusione ha scatenato, come prevedibile, una ridda di reazioni negative che sono state amplificate sia in sede politica che imprenditoriale. Si tratta - ovviamente - di meri pareri e tali restano, anche se stanno alimentando una discussione. A trarre le conclusioni sarà invece l´Assemblea nazionale (cioè il parlamento) nel corso del dibattito fissato per i giorni 13-15 maggio prossimi. L´Italia, in tutto questo, sta facendo pressioni perché la Francia recepisca l´importanza di questa infrastruttura che va a completare il «corridoio numero 5» del sistema viario europeo che metterà in comunicazione Lisbona con Kiev.

E la «buona volontà» del nostro paese ha avuto come conseguenza concreta quella di finanziare da subito la realizzazione della galleria «geognostica» di Venaus, in val di Susa, anticipando attraverso Rfi (la società delle ferrovie che possiede la rete) la somma di 50 milioni di euro, corrispondente al finanziamento del 2004 previsto dall´accordo. Una piccola cifra, se paragonata al costo complessivo dell´opera, stimato in 13,5 miliardi di euro, ma comunque un gesto che ha valore di segnale politico. Che cosa potrebbe succedere il 15 maggio? Secondo quanto ha spiegato Sergio Pininfarina, la Francia potrebbe decidere di procedere all´iniziativa, e allora si andrà avanti con i lavori ben oltre il 2006 e fino alla conclusione dell´opera, attesa per il 2012. Oppure potrebbe decidere di dilazionare i tempi e i finanziamenti, e allora tutto verrebbe spostato fino al 2022, o 2025 addirittura. Pininfarina è fiducioso che le cose andranno per il meglio. E in ogni caso tra un mese e mezzo si vedrà.

Raffaello Masci

 
 
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