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Torino - 19 maggio 2003
 
 
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27.03.2003 - Dossier Amiat sul futuro della bolletta
«Se la città dovesse rinunciare all´inceneritore il costo della raccolta rifiuti fatalmente aumenterebbe sino quasi a triplicare l´importo attuale». A spiegare in modo chiaro ai torinesi, dai microfoni di Radio Energy, quanto inciderebbe sulle loro tasche la rinuncia a questo impianto che tanto fa discutere, è stato ieri lo stesso sindaco Chiamparino: «Abbiamo chiesto all´Amiat uno studio preciso sugli eventuali costi del trasferimento dei rifiuti solidi urbani presso impianti che si trovano all´estero - ha esordito il primo cittadino - e la risposta è sulle nostre scrivanie, chiara, ma soprattutto molto salata». E allora vediamole nel dettaglio le cifre del preventivo studiato dall´azienda di via Germagnano e arrivato da pochi giorni sul tavolo di Chiamparino e del suo vice Calgaro. «Tale studio - si legge nella prefazione - prevede che a partire dall´aprile 2003 vengano avviate le realizzazioni di due aree di trasferimento, la prima in zona Nord e la seconda in zona Sud della città di Torino, ove provvedere al conferimento dei rifiuti su gomma o su ferrovia e successivo invio presso impianti all´estero per il trattamento dei medesimi, per un costo indicativo, per il trasporto su ferrovia e lo smaltimento, pari a circa 130 euro per tonnellata».

A ciò bisogna aggiungere che la realizzazione di tale sistema di trasferimento prevede investimenti in opere civili e attrezzature per circa 10 milioni di euro, mentre le attività di gestione delle aree di trasferimento (costi di esercizio comprensivi di personale, trasporti su gomma, ammortamenti) originano un costo stimato di circa 15 euro per tonnellata. «Riassumendo i dati finora indicati - si chiarisce nella parte conclusiva dello studio - e sulla base del contratto di servizio fra Città di Torino e Amiat, si osserva che, qualora fosse necessario realizzare il trasferimento dei rifiuti presso impianti terzi il costo totale dei servizi di raccolta, trattamento e smaltimento ed igiene urbana effettuati sulla città, ammonterebbero a 164 milioni di euro l´anno». E siamo al punto più interessante: «Per pura statistica, riportando il costo totale di 164 milioni di euro/anno sui circa 900 mila abitanti torinesi, si determinerebbe un costo procapite pari a circa 183 euro per abitante all´anno. Adottando un valore medio di 2,3 componenti a famiglia, ogni nucleo dovrebbe sostenere un costo di circa 421 euro l´anno, (contro i 150 attuali, ndr) il confronto con il futuro è presto fatto».

Come spiega anche l´amministratore delegato dell´Amiat Ivan Strozzi, si arriverà dunque, nell´eventualità che non si costruisca l´inceneritore a pagare una Tarsu triplicata. E mentre il Comune prospettava ai cittadini l´ipotesi di inasprimento delle tariffe, ieri è la polemica politica sull´argomento continuava. E se da un lato i Comunisti italiani (i consiglieri comunali, Passoni e Gallo e il segretario Chieppa) facevano una telefonata riconciliatrice al sindaco Chiamparino, il presidente regionale Pino Chiezzi dello stesso partito spediva ai giornali un comunicato la cui sintesi è la seguente: «La reazione del sindaco alla lettera di Chieppa - e al suo secco no all´inceneritore - è stata esagerata, ma soprattutto (riferendosi all´uscita di Trombotto - ds - in Sala Rossa, ndr) non si capisce perché il primo cittadino non ha chiesto anche al proprio partito se è o meno ancora in maggioranza».

Emanuela Minucci

 
 
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