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27.03.2003 - L'Italia rilancia sulla Torino-Lione
II Governo italiano rilancia la ferrovia ad alta velocità Torino-Lione per superare le resistenze che arrivano dal versante francese. Al termine della commissione intergovernativa che si è tenuta ieri a Palazzo Chigi, è intervenuto il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta, per ribadire che «il Governo italiano annette grandissima importanza a questa opera». E per auspicare una ripresa di un impegno forte dei francesi in un momento delicato per l'Europa.

«Speriamo - ha detto Letta - che la Torino-Lione sia un segnale sulla linea della ripresa di una collaborazione che deve servire a ribadire la secolare amicizia tra Italia e Francia». Nel corso dei lavori della commissione, più concretamente, l'Italia aveva comunicato la decisione di Rfi (Rete ferroviaria italiana) di anticipare i 50 milioni di euro necessari per realizzare i lavori nella galleria geognostica di Venause.

A sottolineare il pressing diplomatico italiano e la possibilità che questo contribuisca a superare le difficoltà è stato il presidente italiano della commissione intergovernativa, Sergio Pininfarina. «La riunione di oggi ha portato qualche buona notizia - ha detto Pininfarina - che si inserisce in una fase non facile per l'Unione europea. In particolare, la decisione italiana di anticipare i fondi è importante perché da parte di Parigi si era insistito sul rallentamento dei fondi per realizzare l'opera, non sulla opportunità della realizzazione». Il riferimento di Pininfarina era al rapporto di audit della commissione governativa francese che è stato reso noto nei giorni scorsi: in quel documento si sostiene la necessità di una pausa di riflessione sull'opportunità di realizzare la Lione-Torino e, soprattutto, si prende tempo sui finanziamenti a carico del Governo francese.

«Quel documento è stato già criticato duramente - ha detto Pininfarina - non soltanto da noi, ma anche da molti esponenti francesi come il presidente della Regione Rhone-Alpes e il commissario Uè alle politiche regionali». L'auspicio italiano è che il Parlamento francese, chiamato a decidere sui piani infrastrutturali nella sessione che si terrà dal 13 al 15 maggio, ribalti la posizione dei tecnici e confermi l'accelerazione dei lavori decisa nel vertice bilaterale del novembre 2001. Secondo quel piano, l'opera dovrebbe essere conclusa entro il 2012.

Anche il ministro delle Infrastrutture, Pietro Lunardi, a margine di un'audizione alla Camera dedicata al tema dei valichi, ha ammesso le attuali difficoltà con la Francia sulla Torino-Lione. «Noi - ha detto il ministro - non consideriamo molto attendibili le previsioni di traffico da cui parte la valutazione dell'audit, le consideriamo non coerenti con quelle che abbiamo noi». Lunardi ha poi confermato che la difficoltà principale francese riguarda i finanziamenti perché «oltre a dover finanziare la metà del traforo devono anche finanziare la linea in territorio francese». Lunardi ha ammesso infine che non sarà facile «ribaltare le conclusioni dei tecnici in sede politica, anche per le relazioni delicate che intercorrono oggi tra Italia e Francia nel difficile quadro dei rapporti europei».

Lunardi è poi tornato a ribadire, nel corso dell'audizione, che quella dei valichi è per l'Italia una vera e propria priorità e ancora di più lo sarà nel corso del semestre di presidenza italiana. «Se non si fa qualcosa immediatamente per risolvere il problema dei valichi - ha detto Lunardi- per il 2015 ci sarà una saturazione completa del sistema ferroviario e di quello stradale». Lunardi ha ricordato che dal 1967 a oggi il traffico attraverso i valichi è cresciuto del 700 per cento.

G.Sa.

 
 
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