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Torino - 19 maggio 2003
 
 
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27.03.2003 - Arriva il metrò, via Nizza a senso unico
E così l’assessore Maria Grazia Sestero è scesa nell’arena, scortata da Giancarlo Guiati e Ilario Signoretti, rispettivamente presidente e capo della divisione metropolitana di Gtt, ha affrontato i commercianti imbufaliti di via Nizza sul nuovo tracciato della metropolitana. Toni accesi, avvertimenti, molte interruzioni, neanche ci fossero state le tv, e una considerazione di fondo abbastanza scontata: chi ha un negozio sulla via ha paura di passare due anni durissimi e di restare sepolto sotto i cantieri. Polemiche quindi, ma anche molte informazioni interessanti sul nuovo tracciato della metropolitana da Porta Nuova a Lingotto, sei fermate lungo l’asse di via Nizza anziché com’era previsto inizialmente lungo via Madama Cristina.

Il tracciato
Così, come è stata definita tra governo, Regione e Comune, la variante prevede un collegamento di 4.500 metri lungo via Nizza. «Non era possibile spostarlo sulla ferrovia - spiega la Sestero - ci abbiamo pensato, ma i cantieri non possono coabitare con il passaggio dei treni». Ciò malgrado l’assessore abbia confermato l’intenzione di arretrare parzialmente la stazione: «La manutenzione e la composizione dei treni possono essere realizzate al Lingotto se non ad Orbassano». Sei sono le fermate previste: Marconi, Nizza, De Amicis, Carducci, Spezia, Lingotto. I treni viaggeranno inizialmente a undici metri sotto il livello della strada fino in corso Marconi, poi scenderanno a sedici, per affondare a 22 metri in Piazza Carducci, lì infatti alcuni palazzi hanno fondamenta piuttosto profonde e due piani interrati. Le stazioni saranno prevalentemente rettangolari, larghe una ventina di metri, come quelle di corso Francia, con due o tre accessi ciascuna, e parallele al percorso sotterraneo, tranne la stazione Carducci, che ha l’aspetto di una base spaziale se non si trovasse dov’è, e si sviluppa su una larghezza di settanta metri, tecnicamente su una pianta a croce greca. È la più grande stazione di Torino e avrà un pozzo di luce che arriva fino ai treni. Il primo tratto, la curva tra corso Vittorio e via Nizza , che ha un raggio di 60 metri, finirà a ridosso dei portici. Poi comincia il tracciato rettilineo lungo la via: qui è previsto un terzo binario di ricovero di 120 metri di lunghezza, per questo, fino a corso Marconi si scaverà con con il sistema cut and cover, scava e copri, due paratie laterali e poi una soletta su cui passerà nuovamente la strada mentre sotto si continuerà a fare la galleria. La talpa entrerà in azione da corso Marconi. Come nel resto del tracciato, i treni corrono in una galleria trasparente: «Sarà come un ascensore orizzontale», dice efficacemente Signoretti: si aprono le porte del metrò e contemporaneamente quelle della banchina, per consentire salita e discesa.

La viabilità
Che ne sarà di via Nizza? Non sarà chiusa, promette l’assessore Sestero. La prima ipotesi è quella di garantire un solo senso di marcia, con divieto di fermata, in direzione Lingotto, compensata da un senso unico inverso in via Saluzzo, con parcheggi sulle aree che si liberano. I tram saranno eliminati, mentre restano gli autobus. Per ora il progetto prevede lo scavo sul lato sud della via e lo scorrimento sul lato della ferrovia, ma al di là della curva, che non può subire modifiche, sul resto si potrà discutere. Saranno garantite le intersezioni con le vie trasversali. Sarà trasferito il mercato di piazza Nizza, mentre sul lato nord della piazza si potrà viaggiare.

I tempi e costi.
Il progetto definitivo sarà pronto entro l’estate. I lavori saranno avviati entro il primo trimestre del 2004 e dovranno concludersi entro il secondo semestre del 2008. I primi due anni serviranno per le opere civili, gli altri due per quelle tecnologiche, vale a dire la messa a punto degli impianti. Il primo tratto, da corso Vittorio a corso Marconi, dovrebbe concludersi in 18 mesi. I cantieri delle stazioni non saranno aperti contemporaneamente. Si comincerà con la stazione Marconi, al via nella primavera del 2004. La talpa impiegherà poi circa 14 mesi per arrivare al Lingotto. Gradualmente, probabilmente ogni due-tre mesi, si scaveranno le altre, così da completarle in prossimità dell’arrivo del mezzo meccanico. Il tratto Porta Nuova-Lingotto costerà circa 350 milioni di euro, coperti dallo stato per il 60 per cento, e dal comune per il restante 40 per cento.

Le reazioni.
I commercianti, temono un crollo degli incassi e più volte nella sala dell’hotel Plaza Signoretti e la Sestero sono stati interrotti da interventi aspri: «A me interessa soltanto se la mia edicola rimarrà o no», ha detto uno «Assessore è meglio che ci mettiamo d’accordo perché altrimenti ci saranno azioni legali a pioggia», ha aggiunto un altro, e un altro ancora ha speso il verbo «illardare» come avvertimento per i «vigili» dell’Atm. Il rappresentante dei commercianti ha chiesto che via Nizza non diventi un unico cantiere, il dimezzamento in borgo San salvario delle tariffe sulle strisce blu, da un euro a 50 centesimi. Al di là delle incognite tecniche, dei contrattempi e dei ritardi verificatisi anche sul primo tratto, si apre ora una fase diplomatica molto delicata che dovrà travare sbocco nei comitati di cantiere a cui parteciperanno anche le rappresentanze dei residenti e dei commercianti.

Eugenio Giudice

 
 
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